Considerazioni a distanza sulla guida Slow Wine di Slow Food

Due considerazioni sulla guida Slow Wine di Slow Food. Da fonti non attendibili la guida ha stentato molto in Italia, mentre ha riscosso un buon successo all’estero con le versioni in Inglese e Tedesco.

Come azienda premiata nell’ultima edizione e a distanza di mesi dall’uscita, ho potuto constatare come a livello commerciale al dettaglio non ci sia stato nessun risultato concreto, mentre ho ricevuto una decina di visite in cantina proprio per la segnalazione della guida. Un aspetto davvero innovativo. Bello. Questo dimostra proprio come l’attenzione dei lettori sia particolarmente attenta alle persone e ai luoghi descritti, mentre però c’è una più limitata attenzione ai vini. D’altra parte questo approccio è centrale nelle intenzioni degli autori. La differenza dalla guida del Gambero Rosso è notevole, ancora si vedono persone che, con il libro sottobraccio del Gambero, la consultano alla ricerca dei vini con i tre bicchieri presso le enoteche o i negozi, senza dare troppo importanza agli uomini e alle vigne.

Un altro punto da evidenziare è che Slow Wine, puntando sulle piccole realtà a differenza di altri, non può e non arriva a certi “rientri”. Penso ad esempio agli eventi organizzati negli States, dove tra quota di partecipazione, costi di viaggio e permanenza, i piccoli produttori ci devono riflettere ben bene prima di parteciparvi non solo per motivi finanziari, ma anche per motivi di lavoro in quanto non ci si può assentare più di tanto in azienda.

Ho scritto queste brevi considerazioni poichè sono molto vicino emotivamente alle idee che hanno ispirato la guida… e allora… forza con le idee! 🙂

 

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2 pensieri riguardo “Considerazioni a distanza sulla guida Slow Wine di Slow Food”

  1. Caro Paolo,

    Non so quali siano le tue fonti attendibili, ma mi pare che siano sballate.

    Noi vendiamo in libreria tra le 17.000 e le 20.000 copie, che anche avendo in mano i numeri dell’ultima edizione fatta insieme al Gambero Rosso sono numeri molto alti. Contando poi le vendite tramite i soci e quelle durante le manifestazioni (solo con Le CentoCene oltre 3.000) si superano di slancio le 30.000 copie.

    Numeri non da poco. Quindi ti prego di rettificare quanto scritto, perché non corrisponde al vero.

    Infine, per quanto riguarda gli eventi negli States, se uno fa i conti per chi fa i tre eventi siamo del 40% più economici dei nostri diretti concorrenti. So che costano tanto, ma affittare uno spazio a NY e affidarsi a un’agenzia di PR preparata non è economico. Non ci arricchiamo, questo è sicuro.

    Giancarlo

  2. Grazie Giancarlo per la precisazione. Evidentemente quel che mi è stato detto non corrisponde alla realtà. Mi scuso per la cantonata sui numeri e per fortuna è così.
    Ribadisco per esperienza diretta, questa volta, l’utilità che la guida offre a coloro che cercano e trovano aziende per le visite in azienda. Colgo anche l’occasione di suggerire per gli eventi negli Sates, un tavolo "comunitario" dove possono essere degustati i vini anche di coloro che non possono partecipare direttamente.

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