Il bio- è a un buon punto!

Sto constatando come il bio-, l’idea sana della produzione alimentare bio- (-logica o -dinamica), sia ormai una realtà affermata sopratutto nel mondo del vino italiano.

E’ una grande sodddisfazione vedere come ormai il percorso verso logiche in cui la qualità si confonde con la salubrità nelle metodologie rispettose verso l’ambiente sia innegabilmente ad un buon punto. Ormai anche grandi aziende che conducono centinaia di ettari si sono infilate in questa logica; è bello e sano, e se qualcuno vede invaso un campo che si presume esclusivo per appartenenza politica o economica, si sbaglia di grosso.

L’obbiettivo di base delle produzioni bio- sono infatti quelle di diffondere una cultura di produzione e di consumo differente rispetto a quello che normalmente ci viene proposto: la quantità indiscriminata e il consumo fino a se stesso che finisce per creare una economia insostenibile.

E’ interessante osservare anche come ognuno percorre il percorso a modo suo, ma l’importante è IL PERCORSO, che sicuramente non si fermerà mai e conoscerà sempre nuovi aspetti.

Uno degli aspetti più rilevanti nel mondo del vino, affascinante, è il territorio. In Italia ormai si apprezza sempre meno (quasi!) uno stile di vino uniforme, di genere, come invece spesso avviene in molti Paesi del Mondo. Si comincia ad apprezzare i vini come espressione dei suoli, dei climi, dei produttori, delle metodologie agronomiche ed enologiche. Tutto questo aiuta molto l’idea Bio- poichè solo i vini di territorio godono della qualità e della sostenibilità nel territorio: è un circolo virtuoso.

 

Un commento su “Il bio- è a un buon punto!”

  1. Credo anche io che il bio- sia una bella arma in piu’, soprattutto adesso che non molti produttori la possono esibire. Anche qui all’estero se vedo qualcosa bio sono al 90% sicuro sia di una qualita’ piu’ elevata, specialmente sui vini da tavola e se ne vedono molto pochi.
    E’ il passato, il presente e il futuro.

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