Fuori dal coro

by 28. agosto 2014 12.17

Mi dispiace ma mi sento fuori dal coro. L'annata è difficile, ma come tutte le annate occorre risolvere stoicamente situazioni sempre diverse. Ho scritto "mi dispiace" perchè capisco perfettamente quei viticoltori che hanno vissuto una stagione catastrofica per la grandine, per la pioggia a catinelle, per la peronospora e a cui l'antico proverbio "mal comune mezzo gaudio" istintivamente viene in mente. Ma non è così: L'Italia è lunga e i microclimi sono tantissimi, per fortuna.

Oggi mi sento di dover dire che sono molto soddisfatto qui a Caparsa: uva abbondante e maturazione che procede, grazie a molta fortuna e probabilmente alle temperature notturne molto basse di quest'anno che hanno evitato l'insorgere della peronospora anche grazie a pochi ma perfetti trattamenti antiporonosporici e al duro lavoro della legatura delle viti. Unica preoccupazione è la botritys, che condizionerà l'epoca della vendemmia. Epoca che al momento è impossibile prevedere. Giorno per giorno occorrerà giudicare per fare i giusti compromessi e decidere l'inizio. Si prevede un Settembre e un Ottobre nella norma, per cui, intrecciamo le dita!

Il galestro nel Chianti Classico: suolo top nel 2014

by 21. agosto 2014 13.35

Il galestro è un suolo che ha un inconveniente: l'erosione. Ma il galestro in annate piovose e umide è il TOP. Non trattiene la pioggia, l'acqua percola, l'aridità del suolo conferisce poca energia alle viti e non ci cresce erba. E' dunque particolarmente adatto nelle annate fresche e piovose come quest'anno. In questi terreni ci sono uve spettacolari.

Sui Monti del Chianti il galestro si trova nella dorsale che da Mercatale va verso Panzano. A Greve in Chianti nelle zone sopra Querciabella e Melazzano. A Radda in Chianti nella zona Nord, come qui a Caparsa, Docciole e Val Delle Corti. A Gaiole in Chianti, nelle zone alte come Monti, Cacchiano e S. Martino ma anche a S. Donato in Perano.

Dunque, riflettendo su quest'annata particolarmente piovosa e fresca, esistono luoghi dove sarà possibile fare eccellenze, nonostante tutto. I territori vocati si riconoscono anche in questo: se da millenni il vino viene lì fatto ci sarà una ragione...

Mi dispiace per quei viticoltori che in particolare al Nord stanno vivendo una situazione particolarmente difficile, per la sfortuna di avere avuto la grandine o per troppa piovosità, ma dire che l'annata 2014 non sarà una bella annata per tutti è sbagliato. Le macchie di leopardo esistono e sempre esisteranno, sia in annate caldissime e siccitose, sia in annate fresche e piovose. Occorre coraggio e perseveranza: in agricoltura si devono fare le media di 10 anni almeno per capire le tendenze. Io, ad esempio, nel 2010 ero disperato: oltre il 75% di produzione portata via dalla peronospora larvata, ma in quelle 4700 bottiglie che ho potuto imbottigliare c'è un qualcosa che non sarebbe stato possibile avere senza quella perdita.

Lezioni di vita.

...e se Caparsa sparisse?

by 14. luglio 2014 11.39

Sarebbe una sconfitta. Ma sicuramente qualcuno gioirebbe, vedrebbe aumentare i propri spazi, meno concorrenza, un piccolo produttore rompicoglioni in meno.

Trentatre anni fa io e la mia compagna Gianna facemmo una scelta verso la Terra, che a parere di molti era sbagliata, poiché l'agricoltura e il vino non permettevano redditì soddisfacenti. Ma eravamo felici poiché i bisogni erano minori, il territorio del Chianti era più sobrio, i contatti umani erano semplici e sempre pieni di nuove esperienze, sopratutto con gli stranieri che cominciavano a venire nel Chianti. L'agriturismo nasceva in quegli anni e ci assicurava un reddito complementare alla produzione di vino, per continuare quella scelta di vita e di passione. Il vino si vendeva, non si vendeva, ma non era fonte di grande stress se non si vendeva. Oggi occorre comunicare sempre più e meglio, occorre passare un tempo infinito in ufficio, si passano ore davanti al computer e poi di corsa in vigna per fare il più velocemente possibile i lavori, e poi si rincorre la qualità e il mercato, e poi c'è la burocrazia da affrontare sempre più asfissiante, e poi le tasse e le scadenze, e poi gli innumerevoli eventi vinosi che portano via tempo, risorse e salute, e poi le permanenze turistiche ormai ridottissime che fanno forse felici gli albergatori, ma non certo i piccoli agricoltori, e poi le troppe regole sul lavoro... insomma una continua rincorsa per continuare a fare e vivere quel sogno che iniziammo tanto tempo fa. Ecco: il tempo, di tempo, oggi, c'è né sempre meno per la quantità di operazioni che occorre fare nel più breve tempo possibile.

Ma non crediate che ceda, resisterò con Gianna, come resisteranno quelli come me che hanno seminato tanto in questi decenni. Ormai siamo abituati a stringere i denti.

Gli Artigiani del vino sono..

by 19. ottobre 2013 20.31

Maledetti dai tecnici. Disprezzati dai Menager. Improvvisatori. Istintivi. Passionali. Lavoratori. Farfalloni. Scostanti. Piccoli. Umili. Goduriosi. Non si fanno convincere dalle promesse. Pensano che la Natura sia sopra la comprensione umana. Vivono il vino. Non gli interessa il pollaio degli avvinazzati. Gli piace la concretezza. Gli piacciono i bambini. Amano la vita. Non sono egoisti. Creano. Sbagliano. Piangono. Soffrono. Ridono. Si fanno felici. Siamo noi... gli artigiani del vino.

Come procede la maturazione del Sangiovese a Caparsa

by 25. agosto 2013 14.26

Come si evidenzia nel grafico della temperatura media degli ultimi 30 gg., si nota come l'escursione termica a Caparsa è molto elevata. Questo fa pensare al momento a una maturazione con forti caratteristiche aromatiche e fini del Sangiovese che sicuramente verrà raccolto in Ottobre.
Anche le precipitazioni come nel grafico allegato sembrano estremamente in armonia per proseguire la maturazione lenta ma inesorabile, qui a 450 metri nel cuore dei Montri del Chianti.

 

 

Agriturismo

by 5. aprile 2013 07.53

Da oggi Caparsa apre il nuovo agriturismo. Un casina di 80 metri quadri tra trattori, vigne e vini. Dopo 8 anni di sospensione di questa attività causata dalla troppa burocrazia e dall'impossibilità di dedicare tempo a questa attività per la nascita dei quarti e quinti figli, ma sopratutto per dedicare le energie al vino e alle vigne, si ricomincia.

I ricordi tornano a venticinque anni fa quando nel Chianti c'erano moltissimi turisti che si raccomandavano di trovar da dormire, i pochi e primi agriturismi pieni zeppi, gli alberghi non c'erano (a Radda la Miranda e il Semplici) e molti costretti a dormire in macchina... Roba di altri tempi: in pochi anni al seguito del successo degli agriturismi, camere, alberghi, Bed and Brekfast, Case Vacanze si sono moltiplicati a dismisura fino a sentire le continue lamentele di questi anni difficili, di tutti. Ma noi italiani quando impareremo a operare con lungimiranza e con misura?

 

 

Gli errori si pagano

by 31. ottobre 2012 15.56

 

Nella vita si commettono tanti errori, e il vignaiolo ne commette continuamente, almeno io è sicuro.

Si dice che dagli errori si impara o che dal fondo non si può che risorgere e crescere. Però in ambiente di lavoro gli errori si pagano. A volte gli errori sono originati da stanchezza, da depressione, a volte da autopunizioni, a volte superficialità o sottovalutazione o rutine. Provo ad elencarne qualcuno che mi è capitato quest'anno.

Vetro del trattore, in briciole, perchè rimasto aperto mentre caricavo sassi, Euro 800,00

Orologio da polso, perchè tirando botte sul tappo di silicone dei tonneau per chiuderli, i colpi l'hanno scassato, Euro 120,00

Vino nuovo 2012 perso nella fogna, 4 Hl il top, perchè nell'operazione di sgrandatura del tino che effettuo di notte per la pressatura delle vinacce non si è accesa la pompa colpevolmente rimasta spenta, Euro ???? (dai 400 ai 5.000 euro, impossibile il calcolo economico, ma mentalmente un disastro).

Tino di acciao Inox da 8 Hl, distrutto, si è afflosciato su se stesso, perchè travasando il vino non avevo tolto il tappo superiore per cui la depressione di aria ha causato il danno, Euro 1.600.

Gronde del tetto, urtate col muletto per scaricare i pallet di bottiglie, Euro che cazzo ne so.

Potrei continuare ma è meglio fermarsi qui. Infatti si potrebbe aggiungere le damigiane e i bicchieri rotti, i perni del trattore persi, ecc., per non dire due trattori a ruote completamente distrutti qualche anno fa (decine di migliaia di euro...).

Insomma, forse questo è uno sfogo, ma oggi mi sento così e così...

 

Utilità della Stazione Meteo in viticoltura

by 19. luglio 2012 18.23

Sono un pò orgoglioso di presentare la mia nuova Stazione Meteo digitale. Ammetto di essere un po' pazzo, in quanto di questi tempi potrebbe essere meglio star fermi, ma la mia vecchia Stazione Meteo computerizzata, installata una quindicina di anni fà, non funzionava più bene o per lo meno cominciava ad essere obsoleta. Ho quindi deciso di acquistarne una nuova, la quale si sintonizza col mio computer telefonandogli. Qualsiasi persona che conosce il numero di telefono della centralina e possiede il software, può scaricare i dati di Caparsa che registra: temperatura, umidità relativa, bagnatura fogliare e pioggia. Questi dati sono utili per intervenire con i trattamenti in vigna con una certa precisione, indispensabile sopratutto per il bio e per il risparmio del denaro. Funziona un pò come quando si va dal medico e ci ordina delle analisi, che noi poi gli portiamo, li legge spesso moooolto velocemente e conferma, oppure no, quello che già pensava di sapere.

Ecco sì, i vignaioli a volte diventano come medici...

Comunque, per curiosità la temperatura più alta registrata a Caparsa nell'ultimo mese e mezzo è di 39,4° C il 01/07/2012 alle ore 16. Di seguito il grafico; come si può notare l'escursione termica tra notte e giorno è davvero notevole. Un buon augurio per una produzione 2012 di eccellenza!

 

Considerazioni a distanza sulla guida Slow Wine di Slow Food

by 15. luglio 2012 11.25

Due considerazioni sulla guida Slow Wine di Slow Food. Da fonti non attendibili la guida ha stentato molto in Italia, mentre ha riscosso un buon successo all'estero con le versioni in Inglese e Tedesco.

Come azienda premiata nell'ultima edizione e a distanza di mesi dall'uscita, ho potuto constatare come a livello commerciale al dettaglio non ci sia stato nessun risultato concreto, mentre ho ricevuto una decina di visite in cantina proprio per la segnalazione della guida. Un aspetto davvero innovativo. Bello. Questo dimostra proprio come l'attenzione dei lettori sia particolarmente attenta alle persone e ai luoghi descritti, mentre però c'è una più limitata attenzione ai vini. D'altra parte questo approccio è centrale nelle intenzioni degli autori. La differenza dalla guida del Gambero Rosso è notevole, ancora si vedono persone che, con il libro sottobraccio del Gambero, la consultano alla ricerca dei vini con i tre bicchieri presso le enoteche o i negozi, senza dare troppo importanza agli uomini e alle vigne.

Un altro punto da evidenziare è che Slow Wine, puntando sulle piccole realtà a differenza di altri, non può e non arriva a certi "rientri". Penso ad esempio agli eventi organizzati negli States, dove tra quota di partecipazione, costi di viaggio e permanenza, i piccoli produttori ci devono riflettere ben bene prima di parteciparvi non solo per motivi finanziari, ma anche per motivi di lavoro in quanto non ci si può assentare più di tanto in azienda.

Ho scritto queste brevi considerazioni poichè sono molto vicino emotivamente alle idee che hanno ispirato la guida... e allora... forza con le idee! :)

 

Federico Staderini: l'enologo di tutti

by 8. giugno 2012 10.54

Qualche tempo fà un amico mi chiese chi collaborava dal punto di vista enologico qui a Caparsa. Quando risposi Federico Staderini, mi disse "Ah! L'enologo di Tutti!".

Una definizione azzeccata, in quanto racchiude l'essenza di un uomo attratto dalla curiosità delle cose e dalla umanità delle persone. Come il maestro Giulio Gambelli, a cui spesso ha chiesto pareri e umilmente si è confrontato, la sua opera si fonda prevalentemente sui rapporti umani. Non chiede quindi compensi per i suoi consigli, il compenso è a discrezione di chi gli chiede un parere a secondo delle possibilità. Fiorentinaccio, cinquantaquatrenne come me, sembra un bottegaio di S. Spirito nella parlata. E' sempre rimasto nell'ombra e distante dagli atteggiamenti di prime donne di molti enologi. Il suo lavoro lo ha sempre svolto ponendosi in uno stato sempre di confronto con le persone, con gli operai, con i cantinieri, disponibili a dare pareri che spesso hanno origini reali e non certo virtuali. Concretezza.

Non conosco le aziende con cui lavora, non me l'ha mia detto, ma forse si potrebbe riuscire a saperlo...

Un ricordo: quando eravamo ventenni, preparai una pastasciutta qui a Caparsa per alcuni degli studenti, tra cui Federico, dell'Istituto di Coltivazioni arboree dell'Università di Firenze e il Prof Piero Luigi Pisani Barbaccianio che erano venuti a visitare le vigne di mio padre Prof Reginaldo Cianferoni: era aglio, olio e peperoncino, per secondo non c'era nulla.

L'autore

Paolo Cianferoni è Coltivatore Diretto a Caparsa a Radda in Chianti dal 1982 con la sua compagna Gianna. Paolo ha un carattere impulsivo e ama profondamente la natura, le vigne e il vino. Il sito Web di Caparsa è www.caparsa.it oppure scrivi: caparsa@caparsa.it

RecentComments

Comment RSS

Most comments

antoine antoine
5 commenti
Paolo Cianferoni Paolo Cianferoni
5 commenti
Daniele Daniele
2 commenti

Eco Theme by n3o Web Designers