Le dannazioni del vignaiolo 2010

  • La grandine
  • I caprioli
  • I daini
  • La peronospora
  • La pioggia continua
  • La mancanza di Sole
  • Lo scasso che non si può fare per la terra bagnata
  • Il figlio che va male a scuola
  • Il sabato e la domenica a lavorare
  • Il mal di schiena
  • Il trattore che si rompe
  • Il litigio con la moglie
  • La malolattica
  • L’operaio che non vuol andare in pensione

Meno male che la sera c’è il vino a tavola! Laughing

 

Uno scenario apocalittico

           Nell'ipotesi più drastica possibile, prossimamente si potrebbe assistere ad un progressivo abbandono dei vigneti, un abbandono della qualità del lavoro in vigna e in cantina, una forte diminuzione degli imbottigliatori, un ridimensionamento del numero dei giornalisti e delle fiere e dei concorsi, il progressivo abbandono dell'uso dei legni per la maturazione del vino, il licenziamento di tanti operai, impiegati, enologi e assistenti enologi e poi l'indebitamento diffuso tra gli agricoltori, la depressione di chi ha investito una vita in questo nostro mondo di vino, i litigi tra tutti e tutto.

Dopo il quasi fallimento della Grecia, dopo il possibile fallimento di altre nazioni e l'Italia a Pezzi , che continua a reggere grazie ai gruzzoli da parte dei nonni, ma in esaurimento, tutta la società italiana, tutta la classe media, potrebbe subire un tracollo con ripercussioni terribili a causa del modello politico-economico degli ultimi 20 anni.

Speriamo che sia solo un'ipotesi fantasiosa, speriamo che i bambini, tra qualche anno, riusciranno a cambiare il mondo.

Una questione fondamentale

 

La discussione che riguarda il mondo del vino, si potrebbe trasferire nel mondo quotidiano.

Il recupero di un'identità, di una cultura, ma sopratutto di un modello di vita più soddisfacente, più lento, più rispettoso dell'ambiente e dell'uomo, dovrebbe essere una questione fondamentale. Esso

passa attraverso un cambiamento del modello di società e quindi dei comportamenti individuali.

La felicità non si raggiunge con il miraggio e l'acquisto dell'ultimo modello del telefonino, o dell'ostentazione dell'auto più grossa, ma attraverso una propria serenità che si può conquistare con forti basi culturali e se vogliamo spirituali, ma sopratutto occorre abbandonare l'idea che i beni materiali rappresentano “il massimo”.

Quando un produttore di vino "naturale" riesce con il suo comportamento, con la sua opera e il buon vino, con la sua identità, con la sua eticità a comunicare la speranza di cambiamento, questo è positivo.

Se un produttore di vino cerca il successo, vuole l'ultimo Suv, pretende di lavorare basandosi sul mero marketing e come un camaleonte cambia secondo le tendenze del mercato, questo è negativo.