Il Chianti Classico, rischio di nuovo assetto “al ribasso”

Il prossimo 3 Dicembre ci sarà l’assemblea del Chianti Classico, dove saranno sottoposte due ipotesi di “riassetto” della denominazione.

Semplificando, nella prima ipotesi si sceglie la realizzazione di un vino “Chianti Classico Giovane” da mettere sul mercato dal primo di Marzo, cioè dopo solo quattro mesi dalla vendemmia e a ricaduta il Chianti Classico come noi lo conosciamo con immissione al consume dopo il 1 Novembre e il Chianti Classico Riserva con immissione al consumo dopo due anni.

Nella seconda ipotesi è prevista la realizzazione di un nuovo vino DOCG sott’ordinato alla denominazione Chianti Classico, con caratteristiche meno restrittive rispetto al Chianti Classico.

Nella circolare spedita ai soci dal Presidente del Consorzio Marco Pallanti, si legge tra l’altro: “Al fine di evitare che vigneti obsoleti continuino a rivendicare produzioni fittizie, il Consorzio si adopererà per l’adozione di provvedimenti ….”

Commento: Nobili intenti, ma da una analisi superficiale delle due proposte mi sembra che si vada “verso il basso” e non certo “verso l’alto”, in termini di qualità e valorizzazione della qualità. Questo pensiero scaturisce dal ragionamento che se non è possibile riuscire ad aumentare la qualità media del vino Chianti Classico a causa di rivendicazioni fittizie o semplicemente incapacità media di diminuire le produzioni per una miglior qualità, occorre avere una strategia più adatta ad uno spirito mercantile. Io rigirerei il ragionamento, per cui la semplice realizzazione di una appellazione comunale con vini integralmente prodotti dai soggetti imbottigliatori, aspetto che già entrerebbe a far parte nella prima ipotesi, sarebbe auspicabile.

Sarà interessante partecipare all’ASSEMBLEA! Sarà interessante anche raccogliere i Vostri pareri…

 

Che bella performance le aziende di Radda!

Ora che sono uscite quasi tutte le nuove guide dei vini e delle aziende d’Italia, è significativo osservare come su una ventina di aziende di Radda, ben sette hanno ricevuto le attenzioni dei riflettori: Caparsa (Slow Food) Val Delle Corti (Slow Food, Espresso), Montevertine (Slow Food, AIS, Espresso, Gambero Rosso), Monteraponi (Slow Food, Espresso, AIS), Castello di Radda (Gambero Rosso), Castello di Volpaia (Gambero Rosso), Castello d’Albola (Espresso).

Le guide non contano molto in questi tempi, ma possono dare un’indicazione generale. Radda, questo piccolo paesino tra Siena e Firenze, sta vivendo una stagione che ritengo l’inizio di un percorso molto importante nel panorama vitivinicolo mondiale sopratutto se il senso dell’unione tra produttori si accentua.

 

Considerazioni fine vendemmia

 Ho finito la vendemmia 2010. Un gran sollievo. Annata particolare. Gli ultimi due giorni li ho dedicati alla vendemmia di due vigne: Vigna sotto Strada e Vigna Doccio a Matteo. Ho vendemmiato chicco per chicco, come per lo Chateau D’Yquem. Vedremo cosa verrà fuori. Chicchi polposi, ricchi, colorati e pieni di quell’energia di un’annata ricca di problemi. Spesso confronto quel che succede in vigna con gli esseri umani. Quando un uomo cresce nell’agio, tutto è noioso, apatico. Quando un uomo cresce nelle difficoltà, affronta con vigore i problemi e reagisce dando il meglio. Così l’uva. Così il vino.

Considerazioni Vendemmiali

Iniziata la vendemmia il 4 Ottobre nella vigna “Della Fiamma”, ho rilevato ottime gradazioni di oltre 13,5°, e con un’assidua selezione delle uve in vendemmia condotte personalmente ho portato a casa uve buonissime. (In vendemmia si eliminano la parte secca dell’uva colpita dalla peronospora, scegliendo i migliori grappoli, senza bisogno di inutili macchinari come i nastri trasportatori).

Molte preoccupazioni sono arrivate dopo il 5, essendo piovuto tantissimo la notte prima e con alte temperature la Botrytis ha in effetti cominciato velocemente ad avanzare nei grappoli sopratutto nelle vigne più giovani e meno ventilate. Il mio buonumore è diminuito all’orchè la selezione doveva riguardare anche i grappoli danneggiati dalla muffa.

Oggi l’umore buono è ripartito vendemmiando nella vigna “Dei Gemelli”: uve fantastiche, produzioni di circa 18 ql/ha, gradazione di 14,5° .

Una giornata fantastica.

Noto che le viti essendo di un bel verde, stanno ancora lavorando e accumulando tutte quelle sostanza benefiche nell’uva.

Quest’anno, nessuna goccia di vino per gli industriali: così imparano! 🙂

 

Considerazioni pre-vendemmiali

  La vendemmia a Caparsa sarà particolarmente scarsa di quantità. Ho perso molta uva a causa della cattiva stagione, ritardo stagionale, grandine e peronospora, che ha colpito duramente i miei vigneti biologici. Lunedì prossimo comincerò la vendemmia del Sangiovese. Sono sicuro di poter fare un’ottimo vino poichè la selezione naturale è stata veramente grande. Probabilmente la produzione si attesterà su 150 Hl su 9 Ha di vigneto in produzione (ma posso essere più preciso solo alla fine della vendemmia). Sto realizzando la convinzione che la famosa connessione tra quantità e qualità sia quest’anno una relazione spinta alla massima potenza. Nonostante le difficoltà, ho affrontato l’annata non certo con troppi trattamenti, solo cinque, invece delle decine che sento a giro, cercando di assecondare l’autodifesa della vite e quindi quello che l’annata può dare mantenendo una salubrità integrale.

Le uve bianche di Trebbiano e Malvasia raccolte Venerdì e Sabato, raggiungeranno spontaneamente una gradazione di alcool finale di 12,6 e questo è molto confortante.

Radda in Chianti Uber Alles

Eh sì, con soddisfazione noto che i vini di Radda in Chianti, con i loro produttori, stanno ai vertici delle classifiche dei vini migliori.

La guida Espresso ha dato eccellenze al Baron’Ugo di Monteraponi, alle Pergole Torte di Montevertine e l’Acciaiolo del Castello d’Albola. Modestamente sò che sono stato citato nella guida Slow Food col mio Rosso di Caparsa. E ancora mancano i tre bicchieri della guida del Gambero Rosso e Vini buoni d’Italia del Touring Club…

Dunque Radda al centro della vitivinicoltura Italiana: E’ una grande soddisfazione per questo piccolo territorio interamente al centro del Chianti Classico, dove da qualche tempo i vini sono considerati tra i migliori del mondo… o per lo meno ci si prova! :))

Un grazie di cuore a tutti i produttori (no alla concorrenza! Uniti si vince!)  e a tutti gli appassionati di vino di Radda.

 

Caparsa in Contrada del Nicchio il 24 Luglio

Ogni anno le 17 contrade di Siena fanno ognuna una festa titolare, della durate di una settimana circa. Ogni sera si mangia, spettacoli, ci si diverte, grande folla di contradaioli, di senesi, anche dei turisti.
Mentre la maggior parte delle città sono vuote in estate, Siena ha almeno 3 settimane di pienone. Le feste titolari sono sempre seguitissime.

L’Enoclub di Siena, ha organizzato una iniziativa dal titolo: “Vino e Contrade, per un consumo di vino responsabile” in alcune contrade. Caparsa presenta alcuni suoi vini mercoledì 24 Luglio a Siena, nella Contrada del Nicchio, presso la Società La Pania, Via Dei Pispini, 112 insieme a altri produttori di Radda in Chianti e Montalcino. La degustazione è gratuita (5 euro di cauzione per il bicchiere) con un buffet di abbinamento compreso…

Un’occasione per visitare e capire Siena, una città certamente affascinante ma a volte “chiusa” nella sua identità.

 

Il figlio vino

Il vino per me e molti vignaioli è come un figlio. La produzione in vigna è come un parto, la nascita è un’evento unico, la crescita è un’avventura.

Come per tutti i figli, qualche nascita è piena di problemi, altre più facili. La “gestazione” di quest’anno, a Caparsa, non è delle migliori a causa di diverse condizioni ambientali avverse, non certo per il poco amore o attenzioni. Se nascerà un figlio diversamente abile, oppure con qualsiasi altro problema, sarà sempre un mio figlio, un figlio da amare, fino in fondo.

Dopo questa metafora, vorrei invitare tutti coloro che mi domandano: “qual’è il vino o l’annata migliore?” a non farmi MAI questa domanda. Ogni vino, ogni annata è un’atto d’amore per questo prodotto: non ci sono nè ci potrebbero essere differenze. 

 

Vini beverini VS Vini grossi: 2-0

                                                             

La competizione tra vini leggeri, beverini, meglio con le bollicine e vini importanti, concentrati, molto alcolici vedono al momento vincitori i primi per tre a zero come Brasile-Cile 3-0.

Le tendenze cambiano, i momenti di bere vino anche. I vini con le bollicine si bevono a tutte le ore, si bevono negli “spritz” (spumante, aperol, ghiaccio, limone) in compagnia, come aperitivo, al bar. I vini rossi, strutturati, concentrati, speziati, si berrebbero con una buona bistecca, una grigliata, durante i pasti; ma mangiare al ristorante costa, l’impegno nel preparare una buona cena è troppo. Ecco che allora, semplicemente, le quotazioni di vini spumanti sono alle stelle, mentre le quotazioni dei vini rossi Docg alle stalle. Errori ne sono stati fatti molti con i soliti giornalisti compiacenti: concentratori, tannini, osmosi inversa, hanno creato mostri di vino, che dopo due bicchieri ti stendono per troppa consistenza e invadenza.

Occorrerà tornare a vini rossi più semplici, fini, con gradazioni alcoliche moderate. Ma andatelo a dire agli assaggiatori “professionisti” che negli ultimi diieci anni hanno solo premiato i vini ciccioni, extra-large, ipercalorici, iperalcolici. Come faranno a cambiare rotta e giudicare secondo parametri molto diversi da quelli finora conosciuti?

 

 

Fare un nuovo vigneto

 Fare un nuovo vigneto può essere un lavoro colossale. A Caparsa è in corso la realizzazione di 2,2 Ha e devo dire che a parte la stagione primaverile estremamente piovosa che ha ritardato tutti i lavori, è stato necessario, per costruire una parte dei drenaggi ben 6.000 foratoni di laterizio 21x25x25 ! (Oltre a qualche centinaio di metri lineari costruiti con i sassi della vigna). Qui si può avere un’idea di come si costruisce una vigna

Cosa non si fa per un buon bicchiere di vino… 🙂