Se le produzioni calassero più del 20 per cento nel Chianti Classico...

by 2. settembre 2010 21.06

Girando un pò qui in terra di Chianti Classico, si nota come molte vigne non abbiano uva o produzioni bassissime. Se continua questo bel inizio di Settembre potremo avere una bella produzione di qualità. A occhio le medie quantitative dovrebbero essere molto al di sotto del 20% del consentito già stabilito dal Consorzio Chianti Classico, per tentare di riallineare i prezzi del vino Chianti Classico con i costi. Come risaputo minor quantità significa migliore qualità, viceversa maggior quantità significa minore qualità.

Se davvero ci fosse una presa di consapevolezza da parte dei produttori tutti nel dichiarare quanto veramente è stato prodotto, senza le furberie tipiche dell'italiano medio, se le produzioni calassero più del 20%, questa sarebbe la giusta strada. Non è pensabile che la vitivinicoltura possa qui in Chianti Classico sopravvivere con la quantità. Se davvero una presa di coscienza collettiva al riguardo si verificasse, sarebbe una RIVOLUZIONE. Ma dubito.

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Commenti

04/09/2010 12.45.51 #

Aggiungo che naturalmente sono le grandi cantine cooperative insieme ai big del vino che decidono le sorti.
Sembra infatti che sono proprio loro, nonostante le alte giacenze, che continuano a stimolare la quantità. Mi domando se anche a costo di commettere reati.... (chi ha orecchi intenda...).

Paolo Cianferoni Italy | Rispondi

08/09/2010 8.55.26 #

Faccio un po l'avvocato del diavolo..... girano intermediari che comprano il carico Non prodotto, offrendo sembra anche qualche % sull'intemediazione se li trovi il venditore.... a chi li comprano questi quantitativi i mediatori?
anche ai piccoli e piccolissimi produttori che conferiscono ai grandi...
se ci fossero solo i grandi a barrare forse si potrebbe sognare di risolvere.....  
se l'80% o più barra il problema è altrove.

Antoine Italy | Rispondi

08/09/2010 10.31.21 #

Carissimo Antoine, l'Italiano è abituato a vedere il proprio giardino, non ha mai avuto una visione collettiva... tanto è che si dice che gli italiani sono un popolo di destra... .
Comunque, se girano gli intermediari a comprare i carichi senza vino, almeno segnalare l'accaduto al Direttore del Consorzio Chianti Classico, potrebbe (dico potrebbe!) essere un buon inizio, per lavare i panni sporchi in casa, senza inutili e dannosi scandali mediatici.

Paolo Cianferoni Italy | Rispondi

09/09/2010 19.20.37 #

Caro Paolo, se una cosa la so io, vuol dire che già tutti la sanno!...
Il problema non è la denuncia di un tale o dell'altro, intanto prova delle chiacchere non ci sono...
Tra la denuncia delle giacenze e la raccolta qualche controllo.... qualche altro dopo il raccolto...
Poi fare come a Bordeaux, non puoi controllare il prezzo, ma puoi controllare le cantine che vendono a prezzi sospetti, 1, 2, 3, ...10 volte vedrai che cambia.

Guarda caso i svizzeri che sono all'estero non si comportano come in Svizzera!
Perché?
Perchè sanno che i controlli non sono come a casa loro. Per cui il problema non è la genetica, ma lo stato o piutosto il rapporto che lo stato crea con la gente e la gente con lo stato.

Antoine Italy | Rispondi

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L'autore

Paolo Cianferoni è Coltivatore Diretto a Caparsa a Radda in Chianti dal 1982 con la sua compagna Gianna. Paolo ha un carattere impulsivo e ama profondamente la natura, le vigne e il vino. Il sito Web di Caparsa è www.caparsa.it oppure scrivi: caparsa@caparsa.it

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