Questi burberi produttori di vino…

Spesso noi produttori siamo scontrosi o burberi con chi ci visita. In effetti le visite dei turisti, degli enoappassionati o dei giornalisti si verificano a volte all’improvviso, magari quando hai il boccone in bocca, oppure mentre ti trovi in cantina dentro un tino, oppure dopo una stanca giornata di lavoro. Anche su appuntamento, ripetere spesso le solite cose, può diventare noioso. E così produttori di fama come Valentini o Soldera, a volte possono essere stati un poco scontrosi.

Anche a me succede. Vi racconto la storia con Irene Grandi. Alcuni anni fà, 6/7, arriva un’auto quì a Caparsa, ora di pranzo, io col boccone della pastasciutta dopo una levataccia e una lunga lavorata… potete immaginare la fame. Grido dalla finestra parolacce… ma poi Gianna, la mia compagna, mi calma e mi dice di uscire a vedere. Nervoso, esco e trovo una coppia, gentile, io estremamente seccato rispondo che sì si può visitare la cantina…. mentre andiamo in cantina guardo meglio e dico “… ma lei assomiglia… assomiglia a una cantante, non ricordo il nome…” e la fanciulla risponde “…. si, sono Irene Grandi…”, insomma immaginate che figuraccia abbia fatto. Ho cercato di cambiare il tono, ho anche chiamato mio figlio Filippo per un autografo… ma intanto il burbero Paolo si era rivelato!

Se le produzioni calassero più del 20 per cento nel Chianti Classico…

Girando un pò qui in terra di Chianti Classico, si nota come molte vigne non abbiano uva o produzioni bassissime. Se continua questo bel inizio di Settembre potremo avere una bella produzione di qualità. A occhio le medie quantitative dovrebbero essere molto al di sotto del 20% del consentito già stabilito dal Consorzio Chianti Classico, per tentare di riallineare i prezzi del vino Chianti Classico con i costi. Come risaputo minor quantità significa migliore qualità, viceversa maggior quantità significa minore qualità.

Se davvero ci fosse una presa di consapevolezza da parte dei produttori tutti nel dichiarare quanto veramente è stato prodotto, senza le furberie tipiche dell’italiano medio, se le produzioni calassero più del 20%, questa sarebbe la giusta strada. Non è pensabile che la vitivinicoltura possa qui in Chianti Classico sopravvivere con la quantità. Se davvero una presa di coscienza collettiva al riguardo si verificasse, sarebbe una RIVOLUZIONE. Ma dubito.

Sotto le stelle di Agosto, mi immagino…

 

Mi domando quale siano le emozioni di chi beve il mio vino, il risultato dei miei sforzi fisici e psichici: il vino.

  1. Mi immagino chi bestemmia per chi ha comperato, magari a oltre venti euro, una bottiglia che sa di tappo…

  2. Mi immagino chi trascorre una serata serena in compagnia della persona che vorrebbe amare, il vino che funge da collante, una cena al lume di candela… indimenticabile.

  3. Mi immagino chi beve il mio vino in occasione di una festa, con la griglia accesa e il bicchiere di vino nelle mani, in piedi, un boccone di bistecca o salsiccia, storie e chiacchiere con gli amici….

  4. Mi immagino chi apre una bottiglia del mio vino in occasioni speciali, a Natale, a Pasqua, a Capodanno, sfoderando un prodotto originale e esclusivo in una tavola imbandita di ogni ben di Dio con parenti, figli, nipoti, suocere, nonni….

  5. Mi immagino chi beve un mio vino e dopo fatto all’amore qualche mese dopo si scopre la futura nascita di un bambino…

  6. Mi immagino una persona sola, disperata, che si beve una mia bottiglia per dimenticare…

    Mi immagino tutto questo, sotto le stelle di agosto….

 

Il mondo del vino deve svecchiare

Largo ai giovani. I giovani sono coloro che guideranno il mondo. Sono loro che hanno l’energia, l’entusiasmo per affrontare il futuro, magari anche con errori che però fanno parte della vita, della crescita. I giovani possono migliorare il mondo.

Queste le considerazioni che mi sono venute in mente quando ho ascoltato l’intervista a Ezio Rivella, ottantenne, recentemente eletto a Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino. Vedi l’intervista di Carlo Macchi. Sicuramente uomo di esperienza, ma non certo comunicatore di innovazione e freschezza. Intendiamoci, non ho nulla contro i “vecchi”, ma a un certo punto gli anziani si devono mettere da parte, magari assolvere la funzione di consiglieri, per dare spazio ai giovani.

Questo non accade, non solo nel mondo del vino, ma anche nel mondo della politica.

Anche a livello di calcio, gli ultimi mondiali hanno dimostrato come investire nei vivai, nei giovani, premi più che l’esperienza.

Io credo che il mondo del vino stia soffrendo della sindrome dei favolosi anni 90, si cerca in tutti i modi una sorta di replica dei personaggi di quei fortunati anni, tentativi di nostalgiche perpetuazioni. Ma i morti non resuscitano.

 

Caparsa in Contrada del Nicchio il 24 Luglio

Ogni anno le 17 contrade di Siena fanno ognuna una festa titolare, della durate di una settimana circa. Ogni sera si mangia, spettacoli, ci si diverte, grande folla di contradaioli, di senesi, anche dei turisti.
Mentre la maggior parte delle città sono vuote in estate, Siena ha almeno 3 settimane di pienone. Le feste titolari sono sempre seguitissime.

L’Enoclub di Siena, ha organizzato una iniziativa dal titolo: “Vino e Contrade, per un consumo di vino responsabile” in alcune contrade. Caparsa presenta alcuni suoi vini mercoledì 24 Luglio a Siena, nella Contrada del Nicchio, presso la Società La Pania, Via Dei Pispini, 112 insieme a altri produttori di Radda in Chianti e Montalcino. La degustazione è gratuita (5 euro di cauzione per il bicchiere) con un buffet di abbinamento compreso…

Un’occasione per visitare e capire Siena, una città certamente affascinante ma a volte “chiusa” nella sua identità.

 

Noi Impresa o Io Famiglia?

Nel mondo del vino, esistono due tipi di impresa: individuale come la mia, con una contabilità semplificata, in economia, e Imprese societarie, con contabilità ordinaria e bilanci. E’ opinione diffusa che le imprese piccole e a conduzione “contadina”, non potranno reggere individualmente l’impatto della situazione di crisi economica. L’unica strada possibile è l’unione di molteplici microeconomie in imprese di grandi dimensioni, capaci di confrontarsi competitivamente con la finanza e il credito erogato dalle banche.

Io sarò romantico, indietro con i tempi, ma credo che le economie delle imprese familiari sono più realiste e affidabili delle grandi imprese. Io non sono un economista, lo era mio padre, ma nel mio piccolo mi sembra anche che l’aggregazione in caso di fallimento, può distruggere in un sol colpo molte persone. Questa non è l’opinione della maggioranza in quanto si dice ad esempio che i crediti sono erogati con tassi più agevolati per chi fa girare il sistema con numeri grandi, oppure che la produzione, separata dalle vendite e dal marketing, rende di più in confronto a chi deve occuparsi di tutto.

Mi piacerebbe se qualcuno commentasse questo post per avere più opinioni in proposito.

 

Il figlio vino

Il vino per me e molti vignaioli è come un figlio. La produzione in vigna è come un parto, la nascita è un’evento unico, la crescita è un’avventura.

Come per tutti i figli, qualche nascita è piena di problemi, altre più facili. La “gestazione” di quest’anno, a Caparsa, non è delle migliori a causa di diverse condizioni ambientali avverse, non certo per il poco amore o attenzioni. Se nascerà un figlio diversamente abile, oppure con qualsiasi altro problema, sarà sempre un mio figlio, un figlio da amare, fino in fondo.

Dopo questa metafora, vorrei invitare tutti coloro che mi domandano: “qual’è il vino o l’annata migliore?” a non farmi MAI questa domanda. Ogni vino, ogni annata è un’atto d’amore per questo prodotto: non ci sono nè ci potrebbero essere differenze. 

 

Vini beverini VS Vini grossi: 2-0

                                                             

La competizione tra vini leggeri, beverini, meglio con le bollicine e vini importanti, concentrati, molto alcolici vedono al momento vincitori i primi per tre a zero come Brasile-Cile 3-0.

Le tendenze cambiano, i momenti di bere vino anche. I vini con le bollicine si bevono a tutte le ore, si bevono negli “spritz” (spumante, aperol, ghiaccio, limone) in compagnia, come aperitivo, al bar. I vini rossi, strutturati, concentrati, speziati, si berrebbero con una buona bistecca, una grigliata, durante i pasti; ma mangiare al ristorante costa, l’impegno nel preparare una buona cena è troppo. Ecco che allora, semplicemente, le quotazioni di vini spumanti sono alle stelle, mentre le quotazioni dei vini rossi Docg alle stalle. Errori ne sono stati fatti molti con i soliti giornalisti compiacenti: concentratori, tannini, osmosi inversa, hanno creato mostri di vino, che dopo due bicchieri ti stendono per troppa consistenza e invadenza.

Occorrerà tornare a vini rossi più semplici, fini, con gradazioni alcoliche moderate. Ma andatelo a dire agli assaggiatori “professionisti” che negli ultimi diieci anni hanno solo premiato i vini ciccioni, extra-large, ipercalorici, iperalcolici. Come faranno a cambiare rotta e giudicare secondo parametri molto diversi da quelli finora conosciuti?

 

 

Chi prende in prestito è schiavo di chi presta

Una chiave di lettura del particolare momento economico che vivono le imprese vinicole, ma più in generale tutta l’economia globalizzata, è proprio questa.

Negli ultimi anni, quando il credito sembrava infinito, molte imprese si sono indebitate a tal punto che ormai la maggior parte potrebbero essere rilevate dalle banche se decidessero di esigere il debito accumulato.

Sono dunque le banche, o meglio il sistema bancario attuale, che decide il prezzo attuale del vino? Che ricordo rimane stabilmente al di sotto del 50% dei costi di produzione qui in Chianti… . Oppure è solamente la domanda/offerta che sta provocando sofferenza nel mondo del vino, e non solo? http://www.youtube.com/watch?v=9L-6O7DvFiE

 

Fare un nuovo vigneto

 Fare un nuovo vigneto può essere un lavoro colossale. A Caparsa è in corso la realizzazione di 2,2 Ha e devo dire che a parte la stagione primaverile estremamente piovosa che ha ritardato tutti i lavori, è stato necessario, per costruire una parte dei drenaggi ben 6.000 foratoni di laterizio 21x25x25 ! (Oltre a qualche centinaio di metri lineari costruiti con i sassi della vigna). Qui si può avere un’idea di come si costruisce una vigna

Cosa non si fa per un buon bicchiere di vino… 🙂