Tempi naturali e tempi economici

Nel nostro mondo diVino mi sembra che a volte il vignaiolo per rincorrere i tempi economici, le guide, le manifestazioni, insomma il marketing cerca di seguire quei tempi, per lo più. Le guide partono puntualmente ogni anno a Marzo e Aprile, ogni giornalista chiede nello stesso periodo ogni anno i campioni, ecc.
Ecco, ho come l’impressione che a volte si seguono quei tempi lì, sacrificando i tempi che le singole annate con le loro differenze ci suggerirebbero.
Per cui alcuni piccoli produttori (e mi ci metto anch’io, naturalmente) cercano di forzare tempistiche che i vini, conseguenze delle vendemmie e quindi degli andamenti stagionali e del lavoro umano, magari sono differenti.
Uscire obbligatoriamente entro quel tempo lì con quel vino lì, con quella riserva lì per assecondare guide e manifestazioni a mio parere può essere controproducente.


Riuscire a imporre i tempi della Natura del vigneto e di conseguenza il vino (e badate bene la Natura è anche il ciclo del vignaiolo, la famiglia, le necessità e le priorità), sarebbe meglio. Insomma dare tempo al tempo, sgombri dalle influenze esterne.

Qualcuno potrà dire: ma io non ho la forza di farlo! Ecco che qui si sbaglia: imporre sul mercato i tempi del vignaiolo, interprete del proprio territorio, della fatica e delle annate può essere vincente, alla faccia delle rigide tempistiche annuali degli altri che girano intorno a questo mondo.


Chiaramente questa riflessione non riguarda i vini poco espressioni del territorio… 😉

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