Ok, diciamola tutta: il mondo del vino è popolato da alcolizzati. Dopo molti anni di bevute, possiamo noi rinunciare a uno o più bicchieri di vino? Magari per brevi periodi ci si prova, ma fondamentalmente prima o poi si ricomincia. E per fortuna il vino è troooooppo meglio dei superalcolici… a parte spesso il prezzo.
E’ un mondo fantastico, sopratutto in Italia, ricco di Tradizioni, Storie, Storia, Cibo, Paesaggi e Persone. E che fai, te ne privi?
No di certo, come recita il motto: “La vita è troppo breve per rinunciare al buon vino”.
Però, però, però. Siccome il vino è anche una forma di droga, come penso tutti i drogati sanno, c’è droga e droga. Quella buona e quella cattiva, Quella dove si vomita e quella che, il giorno dopo, ti ritrovi arzillo.
Dunque, secondo me, il vino ha effetti psicotropi, non solo per la molecola dell’alcool, ma anche per le tante, moltissime molecole in quantità omeopatiche nel liquido che fanno la differenza. Quando lui è autentico, in fondo, è sempre l’espressione delle relazioni tra uomo e natura, tra amore ed esseri viventi come le viti. E’ l’Amore, è l’Amore che fa la differenza!. La differenza tra le droghe “Naturali” e le droghe chimiche sono note tra i consumatori. Le differenze tra gli effetti nel nostro cervello e fisico nei vini non è materia mai stata raccontata, ma secondo me esiste.
Raccontare i vini solo dal punto di vista tecnico, profumo di là, sapore di qua, comincia ad essere veramente noioso. Raccontare le emozioni, le sensazioni, seguire l’istinto, raccontare gli amori e le avventure che con quel vino (e non con un’altro!), avete avuto sarebbe un bel passo avanti: basta con le sole descrizioni organolettiche.
Quindi, ragazzi: i vini tecnici, perfetti, frutto degli algoritmi, dei profitti, dell’intensivizzazione della produzione, quelli fatti secondo logiche commerciali, della pubblicità, magari costosi perché il Brand è determinante, frutto di alchimie chimiche, non saranno mai come quella droga pura, semplice, autentica e vera come è il vino quando è espressione dei territori, bio, che possono avere anche qualche difetto, ma che possono far sognare.
