e Coltivatore Diretto. Questo sono io.
Ma tutto è cambiato e la notte non ho riposo.
Mi rammarica il fatto che non posso più lavorare col trattore, formalmente, finché non frequento il corso anche se forse qualche giovane lo potrei formare io spiegando semplicemente cos’è il baricentro e un pochino di meccanica.
Poi la sera nel dormiveglia mi agito nel letto, pensando che forse è giunta la scadenza dell’autorizzazione dello scarico delle acque reflue tramite fitodepurazione: domattina all’alba dovrò controllare.
Non riuscendo a dormire do uno sguardo alla Pec, così tanto per lavorare ancora ed ecco che mi si annuncia l’ennesimo controllo in cantina: il Sian deve essere correttamente compilato nella giungla delle regole con tutte le operazioni di cantina e in tutte le forme più minuscole, al litro, e soprattutto formali.
L’ansia della notte però aumenta ripensando alle ottemperanze sulla sicurezza avendo tre avventizI, pagati e assunti con una casa: armadietti che non usano, corsi di vario genere, tecnici per capire che devo fare, tredici luci di emergenza nella cantina sotto casa dove abito.
Anche gli ingegneri e i geometri hanno la loro parte di burocrazia: le certificazioni dei minuscoli impianti elettrici e dei macchinari, insieme alle tasse e alle ispezioni della sorgente dove attingo le acque per casa e per la cantina (e la loro manutenzione, che ogni tanto sti tubi si intasano per il calcare).
Non riesco ormai più a dormire ripensando la questione del maneggio dei prodotti fitosanitari che, biologici come me o convenzionali, dobbiamo giustamente essere autorizzati e tracciare, senza dimenticare le revisioni periodiche dei macchinari.
Provo a riaddormentarmi ma mi sveglio nel panico poiché qualche giorno prima al travaso di vino non avevo applicato il giusto cartellino e sinceramente non ricordo che cazzo avevo travasato e quante perdite ci sono state, ma era giusto farlo in quel momento e allora provo a ricordare, ma l’alzahimer sta avanzando. Giunge anche il momento del ricordo in cui il fantasma che ha rotto il tridisco al trattore per lavorare le vigne sotto la fila del vigneto, e pure il trinciatutto, mi ha fatto bestemmiare peggio di un Turco e sudare dal mio corpo non più giovane e che poi scopre che il meccanico non ce la fa a riparare tutto a tutti e ci vuole alcuni mesi di tempo. Cavolo.
Nel frattempo capita che arrivino insieme i controllori dei controllori.
Poi scopro che in un articolo, oggi, si dichiara che occorre mantenere il paesaggio vitivinicolo in Italia ai fini turistici, perché tanto il vino non lo beve più nessuno… bah! Che tristezza ragazzi,
Non so quanto riuscirò a lottare ancora, ma forse sta lotta, per quanto mi riguarda, sta giungendo fortunatamente al termine. Beati i bambini che credono nelle fiabe.
