Dazi e rischi Usa

Io voglio molto bene agli americani, popolo godereccio, spendaccione e simpatico che a fine guerra hanno aiutato a liberare l’Italia dal Nazifascismo.
Questi giorni pieni di novità dagli USA, come i dazi che alterano profondamente gli equilibri economici mondiali sono la notizia che ogni giornale e ogni cittadino commenta.
La preoccupazione è all’ordine del giorno, specie l’agroalimentare italiano che ha una vocazione di esportazioni dove gli USA sono il mercato principale. Penso che quel mercato sia ed è stato una miniera d’oro, dove il prezzo dei prodotti spesso si è alterato al rialzo a volte, diciamola tutta, non giustificabile con la qualità ma solo dal punto di vista del business.
Per questo motivo intravedo una certa crisi per i prodotti di bassa qualità, che con i dazi potranno avere ripercussioni sopratutto sui cittadini americani meno abbienti, che sono la stragrande maggioranza e che mai si potrebbero permettere il Parmigiano Reggiano o il vino Chianti Classico di qualità.
Ma gli americani ricchi che si sono permessi e sempre si potranno permettere cibo di qualità a qualsiasi prezzo anche con i dazi esagerati, rischiano grosso.
Infatti a seguito dell’imposizione dei dazi, sopratutto chi produce qualità, salubrità, bio-, ecc. e più in generale l’agroindustria italiana (ed europea) si rivolgerà sempre più ai mercati finora sottovalutati: il mercato del Mondo è grandissimo. Fino ad oggi noi e tutto il settore vitivinicolo sempre ha preferito il mercato USA (tra l’altro molto divertente), ma che potrebbe succedere dopo alcuni anni di riposizionamento in altre zone del pianeta dei prodotti di qualità sui mercati mondiali? Se gli USA perderanno quote di mercato dei prodotti di qualità in poco tempo, saranno poi capaci di riacquisire quei prodotti che per natura qualitativa saranno scarsi? Un grande rischio che Trump dovrà valutare attentamente..