
Pensando a tutto quel che è uscito nel precedente post, può essere utile ai vignaioli ma anche interessante ai “winelovers”, descrivere alcune metodologie di conduzione bio- (quando scrivo bio- significa biologico e biodinamico: io non faccio distinzioni) che i vignaioli praticano da più o meno tempo.
Per quanto mi riguarda, inizio il primo trattamento solo dopo il verificarsi del triplo 10 (10 mm di pioggia, 10 c° di minima giornaliera, 10 cm di tralcio). Poi intervengo sempre dopo le infezioni secondarie che, secondo le condizioni, varia da poche ore quando le temperature sono elevate, a diversi giorni quando le temperature sono basse. Questo aspetto pare sia controverso, poichè ultimamente sento che le applicazioni di rame vengono eseguite preventivamente. Personalmente amo il Solfato di Rame (Poltiglia bordolerse) ma negli ultimi anni sto usando anche il rame metallo. Ho provato prodotti a base di equiseto e argilla (Mycosyn, che Antoine usa regolarmente), ma l’ho abbandonato in quanto generalmente non supero i 4 kg di Rame per ettaro annuo (Il limite è 6 kg se non sbaglio). Inutile dire che la conduzione agronomica è fondamentale per la riduzione di qualsiasi prodotto antiparassitario: l’energia bassa è requisito indispensabile per una miglior conduzione bio-. L’anno scorso, non mi vergogno a dirlo, ho avuto però serissimi problemi (perdita del 75% di produzione). Quest’anno sento parlar bene dei fosfiti di potassio… ma ancora commercialmente non sono molto presenti. Io mi servo dal Consorzio Agrario, che ancora non ha nella linea questi prodotti, poichè, secondo le loro argomentzioni, non sono ancora una “sicurezza”.

E’ arrivato. Finalmente. Numerosissime segnalazioni, è stato visto anche da mio figlio, bianco, con pezzi di capriolo o cinghiale lungo la strada di Lucarelli.
Il bio -(logico e dinamico) non deve diventare moda. Deve essere ispirato da ideali, un modo nuovo di intendere la vita e i comportamenti. Dopo la caduta delle ideologie, anche gli ideali negli ultimi venti anni si sono persi. E’ contato solo la corsa verso il successo e la realizzazione personale, costi quel che costi. Non ci sono più riferimenti a parte le indicazioni della pubblicità.
Lo scasso per la preparazione di un nuovo vigneto è come una operazione di giardinaggio in grande stile. Questa foto fa vedere come si effettua. Si passa a strisciate con un escavatore con benna per prendere fette di terreno e rimetterlo a lato creando un fosso di circa 80 cm. Poi un’altro escavatore con benna grigliata riprende il terreno lavorato, vaglia la terra e i sassi più piccoli messi nel fosso. I sassi più grandi se presenti andranno a creare i drenaggi per la regimazione delle acque sotterranee. La foto è stata scattata oggi.
Coma ormai forse in molti sanno, è previsto la costruzione di un inceneritore nel Chianti, in Loc Testi che servirebbe oltre il Chianti, anche altre zone della Toscana.
Anche oggi una giornata drammatica. Pioggia a catinelle, grandine e… depressione per chi vive la vigna per la consapevolezza che quest'anno l'annata vinicola sarà mediocre. Ormai bisognerà pensare al vino in cantina e meno al vino che verrà, se verrà.