L’insostenibile leggerezza di alcune guide di vino

Dopo i lanci delle guide ai migliori vini d’Italia 2013, dopo aver letto valide argomentazioni che ogni guida cerca di comunicare per attrarre le attenzioni, una vaga tristezza mi ha preso. Sono contento dei molti amici premiati, anche io nella Guida “Slow Wine 2013”, ma il sentimento di tristezza nei confronti di alcune guide non mi abbandona. Sarà che oggi ho tentato di leggere la guida di Veronelli senza aver trovato nulla di interessante, sarà capire di essere coinvolto in un vortice economico-promozionale-enoico, sarà la noia della ripetitività, sará che bisogna spendere risorse sempre più grandi per ottenere i risultati, sarà che invecchio, sò solo che preferisco starmene tra i miei filari, starmene col mio vino in cantina che fermenta, cercando di avere la mente sgombra piuttosto che leggere ovvietà e andar di qua, di là, e poi a primavera inviare campioni a destra e a manca…  In fondo per cosa? Per inseguire il successo (o più semplicemente la sopravvivenza) ma poi davvero tutto questo correre dà felicità oppure no? Le guide danno sicuramente soddisfazione quando premiano naturalmente, ma non rischiano di diventare un qualcosa di complesso, inutilmente enfatico e a volte ansioso traguardo sopratutto per noi piccoli produttori? E la semplicità dell’essenza del vino, non viene in parte intaccata da un eccesso di guide? Non so più che pensare, non ho idee chiare in questo momento… Sento solo un insostenibile senso di tristezza al riguardo.

 

Ennesima burocrazia: nuova misurazione dei vigneti

Tante misurazioni sono state fatte, non passa qualche anno senza che qualcuno misuri gli stessi vigneti, con apparecchi GPS e con le foto aeree: la Provincia, il tuo agronomo, La Regione, AGEA, ARTEA.

In Toscana, proprio il sistema ARTEA sembrava quello definitivo, i rilievi di ogni genere hanno portato negli ultimi quattro anni a completare lo schedario dei vigneti non dico semplice, ma sempre aggiornato.

Pochi mesi fa la Giunta Regionale Toscana ha approvato il “Piano operativo per l’allineamento tra le superfici registrate a vigneto nello schedario regionale e le relative foto” alla data 2010. Sì perchè il SIAN, ma anche il SIGC, devono produrre il GIS! Roba da matti.

Da matti, perchè io ad esempio ho gli aggiornamenti del 2012, per cui ci saranno errori nell’allineamento dei dati 2010/2012!

A me sembra che in pratica è stato escogitato l’ennesima burocrazia per finanziare lavori inutili sulle spalle dei viticoltori. Infatti si verificheranno differenze anche di pochi metri quadri in più o in meno su superfici di tanti ettari, che i professionisti dovranno sanare anche se siamo più aggiornati di loro. Per la gioia di tutti quei funzionari della Regione, di Artea, delle Amministrazioni Provinciali e dai rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e cooperative che finalmente hanno qualcosa da fare nella loro vita. E forse per la gioa di qualche grande azienda che si potrà ritrovare una superficie più grande di quella odierna.

Possibile che nessuno ci lasci in pace con i nostri sorrisi?

 

 

la bestemmia toscana aiuta a fare il vino?

Con queste considerazioni non voglio essere blasfemo, ma in effetti le bestemmie in Toscana sono famose in tutto Mondo. Un autentico Cult è questo breve pezzo su youtube. Posso dire di essere cresciuto tra i contadini bestemmiatori. Adoperavano la bestemmia come valvola di sfogo, come una sorta di antidepressivo. Per cui tra i bestemmiatori si annoveravano addirittura alcuni preti particolarmente vicini alla popolazione rurale. La bestemmia in Toscana non è mai stata intesa come una presa di distanza dalla Chiesa o da Dio, ma solo come un modo semplice di lavorare più serenamente. La liberazione da una oppresione interiore serve per operare meglio. Ecco perchè alcuni vini buoni che nascono in Toscana racchiudono intrinsicamente anche le bestemmie…. 😉 

Se viene la grandine è come se…

Per noi agricoltori vignaioli la grandine è una sciagura. Non esiste un risarcimento adeguato, nemmeno se si è assicurati. Per questo non sono assicurato.

Ieri mi è giunta notizia di alcune grandinate avvenute nei giorni scorsi nel Nord Italia. Nel cuore ho chi ha ricevuto questo evento nefasto.

Dopo tanta fatica, dopo tanto tribolare, dopo tante bestemmie per avere un’uva bellina, se viene la grandine in quel momento è come se…

muore un proprio caro,

ci si spezza non una gamba ma tutte due,

ci crolla la casa per il terremoto,

ci sparano addosso,

 lo Stato Italiano va in bancarotta,

 i figli si drogano,

ci diagnosticano l’AIDS.

Poi però si va avanti lo stesso e si fa il meglio possibile per salvare il salvabile. Resta solo la consapevolezza che gli altri non potranno mai capire cosa si prova quando la grandine arriva sui nostri vigneti.

Considerazioni a distanza sulla guida Slow Wine di Slow Food

Due considerazioni sulla guida Slow Wine di Slow Food. Da fonti non attendibili la guida ha stentato molto in Italia, mentre ha riscosso un buon successo all’estero con le versioni in Inglese e Tedesco.

Come azienda premiata nell’ultima edizione e a distanza di mesi dall’uscita, ho potuto constatare come a livello commerciale al dettaglio non ci sia stato nessun risultato concreto, mentre ho ricevuto una decina di visite in cantina proprio per la segnalazione della guida. Un aspetto davvero innovativo. Bello. Questo dimostra proprio come l’attenzione dei lettori sia particolarmente attenta alle persone e ai luoghi descritti, mentre però c’è una più limitata attenzione ai vini. D’altra parte questo approccio è centrale nelle intenzioni degli autori. La differenza dalla guida del Gambero Rosso è notevole, ancora si vedono persone che, con il libro sottobraccio del Gambero, la consultano alla ricerca dei vini con i tre bicchieri presso le enoteche o i negozi, senza dare troppo importanza agli uomini e alle vigne.

Un altro punto da evidenziare è che Slow Wine, puntando sulle piccole realtà a differenza di altri, non può e non arriva a certi “rientri”. Penso ad esempio agli eventi organizzati negli States, dove tra quota di partecipazione, costi di viaggio e permanenza, i piccoli produttori ci devono riflettere ben bene prima di parteciparvi non solo per motivi finanziari, ma anche per motivi di lavoro in quanto non ci si può assentare più di tanto in azienda.

Ho scritto queste brevi considerazioni poichè sono molto vicino emotivamente alle idee che hanno ispirato la guida… e allora… forza con le idee! 🙂

 

Acqua e Vino

In questi giorni di caldo torrido, lavorando sotto il sole cocente, per alleviare la fatica e trovare la forza necessaria a proseguire, ricorro ai vecchi insegnamenti dei contadini: quello di mescolare l’acqua col vino nel fiasco, portarlo nel luogo di lavoro tenendolo in un fosso fresco e ogni tanto attingere a questa bevanda.

Qualcuno sgranerà due occhi così, ma provate per credere. L’acqua e il vino è una potente bevanda dissetante, altro che coca cola o bibite varie. Idratante, senza zuccheri, rilascia una giusta quantità di energia e rinvigorisce le forze aumentando la lucidità mentale.

Antiche saggezze.

Benedette le Vigne a Nord Est

E’ finalmente arrivato il caldo, e con i fiori le vigne esplodono di benessere dopo le fresche giornate primaverili.

Si torna a parlare così come i cambiamenti climatici stanno ridisegnando la geografia viticola. Ormai son tutti convinti che le migliori esposizioni siano a Nord Est (Caparsa ha le vigne in questa esposizione), e che occorre riconsiderare le conduzioni ma sopratutto le varietà adatte ad affrontare questa nuova condizione.

Ma chi è stato che fino a qualche giorno fà ha voluto far piantare i Merlot o altri vitigni precoci, oppure a far piantare alte densità di ceppi a ettaro, oppure a far allevare viti basse, spostando la viticoltura italiana verso pericolose estremizzazioni? Oggi il dietrofront è evidente (leggete quanto dice l‘enologo Riccardo Cotarella quì).

Ma la cosa che più mi disturba è la convinzione che “i cambiamenti climatici sono un’opportunità per la viticoltura italiana”. Si, infatti è un’opportunità per fare soldi come lo è stata quando si predicava altro.

Siamo una banda di alcolizzati?

A volte mi domando se tutti coloro che si occupano di vino, produttori compresi, non siano in realtà una banda di alcolizzati. Con la scusa del buon bere, con la scusa della cultura, con la scusa delle verticali, con la scusa delle comparazioni, con la scusa delle guide, con la scusa di rimediare qualche bottiglia, con la scusa di essere giornalista o blogger, con la scusa del concorso, con la scusa di rimorchiare, con la scusa di essere enologo, con la scusa di essere produttore (e qui mi fermo…),

ogni momento è buono per bere vino.

Non sarà che la verità è molto più semplice di quanto vuol apparire?: il vino piace, garba l’ebbrezza, e ormai senza vino non si riesce più a stare. Io a cinquantaquattro anni pensare di pasteggiare senza vino, pittosto mi suicidio… 🙂 .

Tutto questo vuol dire essere alcoolizzati, punto e basta. Non diamoci più scuse…

Le regole del gioco

 

Le regole mi fanno impazzire. Ho passato gli anni settanta, andavo in lambretta in tre, conducevo la cinquecento in sei, si beveva in compagnia, e tutto era mormale, nessuno ci voleva far profitto. Oggi l’ipocrisia ci circonda, tutto è ben regolato in funzione del guadagno, uscire di testa è consentito, uscire dalle regole non è consentito, tutto regolato in funzione delle regole economiche. Forme, musiche, status symbol, sono al servizio di un modo malsano del buon vivere. I giovani non riescono facilmente a trovare una propria strada, tutte le strade sono invase da messaggi virtuali, non vere. Il controllo di tutto e tutti mi fa paura. È la distruzione della fantasia. Però i semi di una nuova era ci saranno da qualche parte. I semi in natura non aspettano altro che condizioni favorevoli si verifichino per germinare e poi vivere.

Equilibri

Equilibrio di mercato; equilibrio mentale; equilibrio familiare; equilibrio generazionale; equilibrio nel vino; equilibrio nel Consiglio di Amministrazione; equilibrio tra moglie e marito; equilibrio sociale; equilibrio tra popoli; equilibrio politico; equilibrio fisico; equilibrio energetico; equilibrio del pensiero; equilibrio delle forze di gravità; equilibrio sentimentale; equilibrio psicologico; equilibrio economico; equilibrio di giudizio; equilibrio morale; equilibrio finanziario; equilibrio di luci; equilibrio naturale; equibrio ambientale; equilibrio fogliare; equilibrio tra razze; equilibrio cellulare; equilibrio universale;

equilibrio del c***o;