Anche oggi una giornata drammatica. Pioggia a catinelle, grandine e… depressione per chi vive la vigna per la consapevolezza che quest'anno l'annata vinicola sarà mediocre. Ormai bisognerà pensare al vino in cantina e meno al vino che verrà, se verrà.
Occorrerà in primis rivedere le quotazioni che nell'ultimo anno qui in Chianti Classico si sono ridotte fino ad arrivare a meno del 50% dei costi di produzione. Teniamocelo stretto. Non svendiamo il vino in cantina: potrebbe essere l'unica salvezza.
Per favore non datemi di pessimista, ma una giornata come oggi con la grandine come in foto non dà altre possibilità.

Nell'ipotesi più drastica possibile, prossimamente si potrebbe assistere ad un progressivo abbandono dei vigneti, un abbandono della qualità del lavoro in vigna e in cantina, una forte diminuzione degli imbottigliatori, un ridimensionamento del numero dei giornalisti e delle fiere e dei concorsi, il progressivo abbandono dell'uso dei legni per la maturazione del vino, il licenziamento di tanti operai, impiegati, enologi e assistenti enologi e poi l'indebitamento diffuso tra gli agricoltori, la depressione di chi ha investito una vita in questo nostro mondo di vino, i litigi tra tutti e tutto.
Con grandissimo piacere è stato pubblicato su Lavinium.com, uno dei migliori siti di giornalismo enogastronomico, la Storia di Caparsa e di Paolo Cianferoni.
Leggo e riporto: “Il Gifco (Gruppo italiano dei fabbricanti di cartone ondulato) è sicuro: i