Lista Paesi Eu che riconoscono i diritti dei Piccoli Produttori di Vino

Gianni mi ha inviato un documento dell’Agenzia delle Dogane datato 7 maggio 2004 in cui si elenca i 25 Paesi che riconoscono l’esonero dei Piccoli Produttori di Vino in fatto di DAA elettronico. Questo documento è disponibile in internet sotto il sito dell’agenzia delle dogane, sotto accisa, poi “Normative sulle accise”, e poi “2004”!!!!!.

Quindi, ai miei fatti, c’è un documento di sei anni fa, che nessuna organizzazione ha pubblicizzato, e oggi 2011 avrei dovuto sapere che dal 1 Gennaio 2011 spedire vino in Finlandia non si può senza Daa elettronico… ma roba da pazzi!

Comunque chi per chiarezza è un piccolo produttore di vino legga il il documento che è qui: http://www.agenziadogane.gov.it/wps/wcm/connect/ab3bb1004421f03da333bb4e7aaa0be0/lista_paesi_ue.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=ab3bb1004421f03da333bb4e7aaa0be0

e mi riferisca se ci capisce qualcosa!

 

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22 pensieri riguardo “Lista Paesi Eu che riconoscono i diritti dei Piccoli Produttori di Vino”

  1. Io non capisco il rapporto con il DA o il DAA telematico, parla della timbratura della terza copia, e non capisco nemmeno cosa significano questi yes e no nelle colonne della tabella.
    Lasciamo perdere la data….
    Mi immagino la faccia dell’impiegata delle dogane francesi se li faccio vedere questo documento.

    Ma posso ammettere di non capirci nulla…. basta me lo spieghi qualcuno ;o)

  2. Antoine, sono rimasto scioccato anch’io quando ho letto il rigo che riguarda la Francia. Non si capisce un tubo, se qualcuno deve far vidimare le bolle di accomopagnamento a quale dogana, che macchina omologata, non si capisce nulla!.
    Non si capisce poi la differenza tra la colonna dove è prevista la vidimazione della terza copia della bolla di accompagnamento e la colonna "Esenzione di ALCUNE richieste per i Piccoli Produttori". Cosa sono? A Che servono?
    Questo è linguaggio BUROCRATESE, a noi poveri mortali ignoto….

    Per chi non è produttore: noi non ci si capisce una mazza, quando si chiede chiarimenti nessuno ci capisce una mazza. Quacuno capisce qualcosa? (Qualcuno mi deve spiegate perchè invece di andar nel campo son qui a non capire un ca..o?)

  3. Bravo Paolo!
    qualcuno mi spieghi perchè ormai si perde più tempo a fare i burocrati che non andare in vigna (devo ancora finire di potare mezzo ettaro di Cabernet S.) e/o in cantina o a sistemare gli attrezzi agricoli che presto dovrò usare.
    Per avere il FDA # per poter esportare in USA sono qua davanti al cpu da stamattina……e le viti piangono!!!!

    Ma vaff…….

  4. Per fare l’FDA ti ci vorrà diversi giorni, purtroppo.. 🙁
    Mi domando cosa pensano i lettori di questo blog che leggono tutte queste sigle, non penseranno mica che siamo pazzi da legare? (DA,DAA,DOCO,EMCS,FDA,… ecc. ecc.)

  5. La lista riguarda, oltre che i paesi che riconoscono il regime del piccolo produttore, anche i paesi che rispediscono la 3a copia del D.A. (ex DOCO) timbrata dalla dogana, in modo da attestare l’avvenuto assolvimento degli obblighi delle accise.
    Ci sono paesi (tipo la germania, l’austria etc) che rimandano la copia del doco timbrata, altri non lo hanno previsto (per es. il Regno Unito o la Danimarca).
    Comunque dato che vi lamentate tanto, ricordate che fare il contadino (purtroppo!!) non significa solo andare nel campo a potare le viti e fare il vino buono… se scegliete di venderlo in giro per il mondo dovete essere consapevoli che esistono leggi e regolamenti fatti da altri, che devono essere rispettati, che ci piacciano o meno… Non si pretende che dobbiate conoscere tutte le normative del mondo, ma quando ci si confronta con gli altri, questi sono i problemi e non sempre ci è dato risolverli, anche se cerchiamo di fare del nostro meglio.
    Quando avete problemi chiamate… la CIA cercherà di esserci

  6. Gianni giusto quello che dici ! Mi viene solo in mente una frase di un vecchio contadino " le associazioni esistono per aiutare i contadini e non viceversa!"Molto spesso ho – impressione strettamente personale e non veritiera forse non lo sò 🙂 – la sensazione che i funzionari che ti dovrebbero assistere vengono assistiti da noi, mio esempio denuncia delle uve ,compilata da me ufficio delle dogane consultate da me …e vvia via magari la mia è un ‘ isola infelice, forse però ci si sente soli e le bestemmie partono in automatico e i maroni vanno in giostra- frase di Succi Gabriele- .Gian Paolo
    P.S. prima di questa ho cambiato un’ altra asso . ed era peggio, scusa magari è uno sfogo che mi viene fuori. Ciao

  7. Gianni, ti posso mandare a quel paese ? ;o)
    Sara 30 anni che ci confrontiamo al mercato e alle regole, che facciamo salti mortali per seguire le regole e le leggi! e siamo perfettamente d’accordo di seguirle.
    Ma se ne lo stato (dogane, CCIAA, ICE) ne i sindacati, ne i consorzi sono in grado di dirci come si fa a vendere il vino all’estero, no meglio nello spazio di "mercato comune" A PARTIRE DAL 1/1/11, perchè qualcuno ha dimenticato di pensare ai "piccoli produttori" la maggioranza in provincia….
    [u]Sara mica colpa nostra che non ci vogliamo confrontare!!!! [/u]
    Cavolo se colpa c’è, [b]è di qualcun altro[/b], e in parte anche vostra non tiratevi indietro se non ci pensate voi a rappresentarci ditecelo subito….

  8. Antoine, seisempre polemico! 😉
    Pare comunque che le dogane di alcuni paesi abbiano preso delle cantonate e che debbano essere richiamate al rispetto delle norme comunitarie.
    Chi le deve richiamare? Se lo facesse la CIA forse ci risponderebbero con una pernacchietta… Quindi, con i tempi biblici che comporta, dobbiamo farli richiamare da qualcuno sopra di loro ovvero dalla C.E…..

  9. Udite udite, il mio vino fermo in dogana in Finlandia oggi 30 Marzo è stato sdoganato!
    Mi sembra che le cose, anche da quel che dice Gianni circa il documento della CEE che si sta approntando per i Paesi dell’Europa per chiarire la questione, stiano volgendo al bello.
    Mi permetto di dire a Gianni, che grazie al tantissimo tempo che stiamo dedicando, e non solo io e Antoine ma tantissimi altri piccoli produttori, sollecitando giornali, dogane, organizzazioni sindacali, (qualcuno, un produttore, addirittura si è rivolto al braccio destro di Letta…) , Consorzi di tutela di Asti, del Chianti Classico, ecc. probabilmente abbiamo un risultato.
    Diciamo che il buon risultato dipende al 90% da noi, o no?

  10. Gianni,
    scusa sai ma non vorrei essere troppo polemico…
    ma che cacchio ci stanno a fare i sindacati di categoria?
    Tanto Coldiretti, CIA, Confagricoltura etc sono tutti uguali.
    Quando vai da loro a fare domande che vanno al di là delle assunzioni, delle buste paga, della richiesta di contributi, delle denuncie varie obbligatorie, cascano dalle nuvole e non sanno un’accidente.
    In primis il problema esposto da Paolo, poi c’è ben altro…..
    Scusate lo sfogo, ma come diceva GP, ho "i maroni in giostra". E non riesco ancora ad avere quel cavolo di FDA #.
    E poi dicono che uno si arrabbia…….

  11. sul FDA… non so se è cambiato da qualche anno ad ora, ma per il n° FDA non era cosi drammatico, ti dovresti collegare sul loro sito riempi una montagna di domande (anche stupide) e alla fine te lo danno. è che ci vuole un po di pazienza a riempire, e non si capisce bene cosa vogliono, ma in un giorno lo feci, avevo anche chiamato il loro numero di aiuto, e sono stati disponibili al FDA…
    Ma può darsi che sia cambiato voleva solo essere una dritta se utile se no cestino..!

  12. Si anch’io feci così (per dire la verità ci misi diversi giorni per capire le domande stupide….).
    In ogni caso a me serviva per fare il Prior Niotice e inviare il vino a privati tramitre TNT che non fa documentazione per cui insieme a sette fatture occorre allegare il Prior Notice per sdognare.
    Da quando uso Mail Boxes o Logistics, il documento lo fanno loro così mi risparmio un monte di tempo.
    Se invece devi spedire ad un importatore, credo che il numero FDA non serve in quanto basta il suo.

  13. Scusa Paolo,
    ma cos’è il "prior notice"? Sono parecchio ignorante in materia…….
    E poi devo vendere il vino ad un importatore, ma lui stesso mi ha chiesto il mio FDA #….
    Evidentemente il suo non era abbastanza……
    Cacchio! ‘sti Americani con le loro paure del terrorismo fanno di tutto per rendere la vita difficile a chi importa la merce da loro; specie gli alimenti.
    Non spetta a me dire se fanno bene o no.
    Ciao.

  14. Ma io credo che Paolo ha mescolato due cose… il n° FDA è tuo, ma avrai dovuto metterti d’accordo con il tuo importatore che è il contatto americano, che sarebbe conttatato dal FDA in caso di problema; a me risulta che deve essere uno solo, anche se poi lavori con più di un importatore. Volendo sul sito dell FDA lo puoi anche cambiare via via se c’è necessità.
    Quando si spedisce con TNT o Mail Boxes come fa Paolo e tutta un altra storia… piena di misteri

  15. Mail Boxes o Logistics si affidano a una ditta terza (americana) che ha il numero FDA e che sicuramente fa il Prior Notice. Se si deve spedire direttamente (senza che ci sia una ditta che fa questa burocrazia) occorre fare dal sistema FDA il Prior Notice che è un documento che si crea nel sistema elettronico, da stampare, in cui si certifica da dove parte la merce, dove deve arrivare, il numero delle bottiglie, capacità, tipo di imballaggio, ecc.. Il documento deve essere allegato alle fatture e sul cartone di imballaggio: spedendo cion TNT, io devo fare così.
    Gabriele, se vai sul sito FDA e inserisci la tua password, ecc. ti dovrebbe apparire una pagina in cui si elenca ciò che vuoi fare: lì puoi dare un’occhiata al prior notice (ma ricordati che serve solo se devi spedire a privati se non lo fà lo spedizioniere)
    Saluti!

  16. Grazie Paolo!
    Ti romperò i maroni altre colte per ulteriori delucidazioni…..porta pazienza, ma sono totalmente inesperto nelle vendite all’estero e, come detto, non è che i ns. sindacati ci aiutino troppo…..
    A presto.

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