Ottenere il massimo spremendo il massimo (anche la Natura)

Mi è arrivata all’orecchio che a volte alcuni addetti ai lavori (io parlo qui di agricoltura) si fanno dare percentuali sulle vendite delle macchine, sugli acquisti dei diserbanti, dei prodotti, dei lavori, e che sia un sistema normale. Non so se sia vero. Non posso verificare, io non conosco queste cose, mi sembrano bestemmie, perché io lavoro autonomamente: se voglio, se ho bisogno di comprare un trattore lo faccio direttamente, come quando compro il rame o lo zolfo, oppure se devo far riparare una macchina, una manutenzione, cerco di farlo in economia. Ma sembra che sopratutto nel sistema delle grandi imprese dove è la finanza che conta e non l’economia vera, insomma dove girano molti soldi, vi sia una sorta di “percentuale” sugli acquisti o sui lavori. Ottenere il massimo spremendo il massimo.
Forse tutto il Mondo è Paese, nessun Paese è immune dalla corruzione e forse in Italia lo siamo molto meno di quanto si possa pensare solo perché siamo popolo pettegolo, voglio essere positivo. Ma il problema è che la Natura ne soffre in quanto questo sistema, se esiste e penso esista, oltre a favorire realtà poco competitive o qualitative, favorisce sistemi e prodotti non necessari, a volte nocivi all’ambiente. E il pensiero và ai diserbanti, impiegati perché magari garantiscono profitti illeciti.
E tutto questo mi fa schifo.

I vini complementari

La natura è nostra madre, per cui come tutte le mamme insegna nella buona e nella cattiva sorte. Annate come questa la natura ci dice che occorre abbandonare la fissazione di fare solo ed esclusivamente quei vini che siamo abituati a fare, ma occorre sforzarsi di allargare gli orizzonti. Significa dare valore a quei vini minori, a volte considerati sottoprodotti, che possono però ritmare quelle variazioni così care ai musicisti, rendendo un senso di completezza a questa annata, considerata mediamente di scarsa qualità. E così produrre anche spumanti, bianchi, rosati e addirittura vendemmie tardive, può dare un grande significato al lavoro di chi, lottando ogni giorno, ha messo in condizioni la vite di esprimere complessità nel frutto sacro dell’uva.

Vino, Lombrichi e Natale…

Il lombrico è un essere che non ispira schifezza a nessuno, come invece i ragni o i serpenti, anzi ispira simpatia ed anche una umiltà riconosciuta. In effetti ha un’importante funzione nell’ecologia del suolo. I lombrichi scavano mangiando il suolo (il “lombricus terrestris” in particolare perché raggiunge oltre 25 cm e lavora fino alla profondità di due metri), il materiale organico viene decomposto e lasciano permanentemente le loro gallerie nel suolo, arieggiandolo: insomma sono animaletti utili, anzi utilissimi.

Quando si parla di ecosistema, così importante nella vigna per la produzione dei vini di territorio, spesso ci si dimentica di loro. Si pensa prevalentemente al clima, ai cloni, alla struttura del suolo, ai funghi, ai batteri, alla flora e alla fauna, agli insetti, tutti collegati tra loro coordinati e sinergici.

Ma il buon vignaiolo di territorio ogni tanto si deve ricordare di loro, che se ci sono, non li vedi quasi mai, ma se non ci sono proprio un motivo ci sarà.

Questo post vuol ricordare i lombrichi, a tutti.

(Bello il commento di Anita Catinari su Facebook :

Nudi come vermi su una strada asfaltata, cerchiamo la terra fresca, buia e profumata, piena di vibrazioni. Spegnere la luce e ritrovarsi in una giornata di sole…Se non troverò la terra, il mio ultimo desiderio sarà quello di essere portata via da un merlo dal becco giallo)

Buon Natale!!

Ecologia e Uva

L’uva è il risultato di interazioni tra sfere di ecosistemi che interagiscono tra di loro. I suoli, i vitigni, gli insetti, i vegetali, i funghi, i lieviti, i batteri, le temperature, l’altitudine, l’uomo con il suo lavoro, temperamento e con tutti i suoi macchinari, le condizioni meteo, gli uccelli, i caprioli… tutto si interseca e, combinandosi, ottengono come risultante la qualità dell’uva, espressione di quel particolare e unico ambiente. Le uve che si trasformano in vino seguono le stesse regole precedenti.

Più è alta la complessità delle intersezioni di queste sfere, più l’ambiente è salubre, più il vino è unico e salubre e quindi di qualità superiore.

Per questo motivo ritengo che un vino ottenuto con scelte iper-rigorose, dunque troppo selettive dei componenti naturali non possa evere troppo fascino.

Ma questa è una mia opinione, mentre vendemmiavo.

 

I Pomodori e il Cosmo

Chi fa l’orto, sa bene come ogni annata è diversa, ogni annata favorisce o sfavorisce uno o un altro ortaggio. Quest’anno a Radda, per unanimità, abbiamo una annata mediocre per il pomodoro.

L’andamento stagionale ha visto una notevole siccità invernale. Per fortuna a Maggio e fino a metà Giugno le precipitazioni sono state nella norma. Successivamente il caldo sopra la media si è fatto sentire e in questi giorni in particolare si raggiungono temperature molto elevate, con una quasi assoluta assenza di precipitazioni.

Non si sà perchè ma il pomodoro ha ritardato molto l’inizio della maturazione dei frutti sia per chi aveva piantato all’inizio della primavera, sia per chi aveva piantato nella tarda primavera. La quantità è decisamente ridotta nonostante l’irrigazione e il gusto non è delle migliori annate. Si dice che quando c’è scarsità di produzione la qualità è più alta, questa volta la cosa non si è avverata per il pomodoro.

Gli esseri viventi reagiscono a molti fattori, climatici e ambientali, ma a volte ci sono delle influenze difficili da decifrare. Viene da pensare come l’universo, le stelle, i pianeti, la materia visibile e invisibile, insomma il cosmo influenzi più di quanto si possa immaginare.

Utilità della Stazione Meteo in viticoltura

Sono un pò orgoglioso di presentare la mia nuova Stazione Meteo digitale. Ammetto di essere un po’ pazzo, in quanto di questi tempi potrebbe essere meglio star fermi, ma la mia vecchia Stazione Meteo computerizzata, installata una quindicina di anni fà, non funzionava più bene o per lo meno cominciava ad essere obsoleta. Ho quindi deciso di acquistarne una nuova, la quale si sintonizza col mio computer telefonandogli. Qualsiasi persona che conosce il numero di telefono della centralina e possiede il software, può scaricare i dati di Caparsa che registra: temperatura, umidità relativa, bagnatura fogliare e pioggia. Questi dati sono utili per intervenire con i trattamenti in vigna con una certa precisione, indispensabile sopratutto per il bio e per il risparmio del denaro. Funziona un pò come quando si va dal medico e ci ordina delle analisi, che noi poi gli portiamo, li legge spesso moooolto velocemente e conferma, oppure no, quello che già pensava di sapere.

Ecco sì, i vignaioli a volte diventano come medici…

Comunque, per curiosità la temperatura più alta registrata a Caparsa nell’ultimo mese e mezzo è di 39,4° C il 01/07/2012 alle ore 16. Di seguito il grafico; come si può notare l’escursione termica tra notte e giorno è davvero notevole. Un buon augurio per una produzione 2012 di eccellenza!

 

Il Verde e il Bio

Il verde è il colore dominante nelle vigne coltivate a biologico. Girando, vedo qualcuno che ha diserbato le vigne e poi ha lavorato la terra, forse per nascondere la pratica. Io credo che ognuno deve applicare quello che pensa sia meglio, legittimamente, orgogliosamente, senza timore. E’ meglio la trasparenza che l’inganno. Personalmente non mi piace la pratica del diserbo non perchè il diserbante può essere un veleno, ma sopratutto perchè agisce da semplificatore del sistema vigna. Un ecosistema, la vigna, è composta da milioni di ecosistemi intimamente connessi e la semplificazione dei sistemi con il diserbo non è certo positivo. La complessità è salutare e positiva, la semplificazione impoverisce e aridizza. Tutto questo può essere traslato anche nella società umana, dove la moltitudine delle lingue parlate, delle culture, delle tradizioni arricchiscono il genere umano e sono una risorsa da custodire.

I metodi di conduzione

Pensando a tutto quel che è uscito nel precedente post, può essere utile ai vignaioli ma anche interessante ai “winelovers”, descrivere alcune metodologie di conduzione bio- (quando scrivo bio- significa biologico e biodinamico: io non faccio distinzioni) che i vignaioli praticano da più o meno tempo.

Per quanto mi riguarda, inizio il primo trattamento solo dopo il verificarsi del triplo 10 (10 mm di pioggia, 10 c° di minima giornaliera, 10 cm di tralcio). Poi intervengo sempre dopo le infezioni secondarie che, secondo le condizioni, varia da poche ore quando le temperature sono elevate, a diversi giorni quando le temperature sono basse. Questo aspetto pare sia controverso, poichè ultimamente sento che le applicazioni di rame vengono eseguite preventivamente. Personalmente amo il Solfato di Rame (Poltiglia bordolerse) ma negli ultimi anni sto usando anche il rame metallo. Ho provato prodotti a base di equiseto e argilla (Mycosyn, che Antoine usa regolarmente), ma l’ho abbandonato in quanto generalmente non supero i 4 kg di Rame per ettaro annuo (Il limite è 6 kg se non sbaglio). Inutile dire che la conduzione agronomica è fondamentale per la riduzione di qualsiasi prodotto antiparassitario: l’energia bassa è requisito indispensabile per una miglior conduzione bio-. L’anno scorso, non mi vergogno a dirlo, ho avuto però serissimi problemi (perdita del 75% di produzione). Quest’anno sento parlar bene dei fosfiti di potassio… ma ancora commercialmente non sono molto presenti. Io mi servo dal Consorzio Agrario, che ancora non ha nella linea questi prodotti, poichè, secondo le loro argomentzioni, non sono ancora una “sicurezza”.

2011: l’anno del Lupo a Radda in Chianti

E’ arrivato. Finalmente. Numerosissime segnalazioni, è stato visto anche da mio figlio, bianco, con pezzi di capriolo o cinghiale lungo la strada di Lucarelli.

Il Lupo. Il Lupo ci ricorda sempre il terrore dell’infanzia, Cappuccetto rosso, il lupo cattivo. Voglio ricordare qui la poesia di Trilussa a lui e a noi genere umano dedicata, fantastica,

“L’omo e er Lupo”: Un omo disse a un lupo: – Se nun eri tanto cattivo e tanto prepotente, te guadagnavi er pane onestamente e io t’avrei protetto volentieri…. Mejo la libertà che un pò de pane. – rispose er Lupo subbito – Der resto, er giorno ch’ero bono e ch’ero onesto finivi pe’ trattamme come un cane.”

Speriamo che il Lupo sia più saggio dei cacciatori, degli enti locali, delle ATC, delle Provincie, delle Regioni, dello Stato, che non sono riusciti a controllare in nessun modo il numero abnorme dei caprioli, dei daini, dei cervi, dei cinghiali, che noi agricoltori subiamo insieme alle  incazzature e alle spese per difendersi dal loro incontrollato numero.

Il bio non deve diventare moda

Il bio -(logico e dinamico) non deve diventare moda. Deve essere ispirato da ideali, un modo nuovo di intendere la vita e i comportamenti. Dopo la caduta delle ideologie, anche gli ideali negli ultimi venti anni si sono persi. E’ contato solo la corsa verso il successo e la realizzazione personale, costi quel che costi. Non ci sono più riferimenti a parte le indicazioni della pubblicità.

Il cibo bio-, e quindi il vino, devono rappresentare un cambiamento necessario per la continuità della vita sulla terra. Non solo il fine per vendere, ma strumento per i cambiamenti sociali. Sostenibilità, protezione dell’ambiente, etica delle produzioni alimentari, devono diventare valori senza i quali si rischia di veder affossato questo fenomeno dal tempo, come tutte le mode.