Chianticlassicocollection e Terre di Toscana

by 23. gennaio 2015 11.19

Quando si fa il vino, dalla vigna fino all'imbottigliamento di ogni anno, il tempo passa e ogni volta sembra più difficile. Un pò sarà per l'età, un pò perchè si diventa più esigenti.

E ogni anno, ogni volta, si pensa di aver fatto il miglior vino (di sempre). Per poi invece scontrarsi con la realtà delle cose. Il vino deve essere venduto, inutile fare ottimi vini o presunti ottimi vini, se non si vendono. Vendere è più importante che produrre (La Bocconi dixit).... ma sarà poi così vero?.

Io spero di no, spero sempre che il vino sia riconosciuto non per quel che si dice, ma per quelle emozioni intime che può regalare, anche ai più inesperti. Le sensazioni, quelle più personali senza influenze, quelle che si basano sull'istinto, dovrebbero avere il sopravvento su tutto il resto. E' difficile, lo so.

Il nuovo Chianti Classicvo Caparsino Riserva 2011 imbottigliato ieri, ad esempio, sarà in grado di stimolare a sufficienza gli istinti? sarà un capolavoro oppure riceverà molte critiche? Si saprà valorizzare?

Domande che cominceranno ad avere rispposte alla Chianticlassicocollection e a Terre di Toscana.

La folla intorno al vino

by 11. gennaio 2015 21.46

Una grande folla si aggira, ruota, in modo spesso folle nel mondo del vino.

Io che sono abituato alla solitudine del lavoro in vigna o in cantina, mi disorienta un poco ultimamente. Probabilmente anche l'internettizzazione di questo mondo con migliaia di informazioni, di inviti, di richieste, di obblighi che ogni giorno arrivano sulla casella elettronica, ma anche la velocità vorticosa del giro di questo tipo di mondo, è ciò che mi disorienta.

Questo per esempio è il tempo dei corsi obbligatori, di chi organizza i corsi e chi li conduce. Corsi per fare tutto, per guidare il trattore (dopo 45 anni che lavoro col trattore), corsi per i i collaboratori, corsi per acquistare i prodotti, corsi di quà, corsi di là, corsi, corsi e corsi, un fiume di corsi. Ed è anche il tempo dove tutto deve essere regolato, legiferato ogni respiro, ogni angolo di questo mondo, dove nessuno più si carica o si vuol far caricare di responsabilità.

Ecco, sono le responsabilità che tutta la collettività, noi, stiamo rifiutando: come dire, io, noi, non vogliamo e non possiamo più applicare il Buon Senso; il Buon Senso è perso, morto, e le leggi, le troppe leggi, hanno sostituito il Buon Senso.

E così nel mondo del vino ruota una folla fatta di persone spesso con le scarpe lucide o incravattate, alcune in nome della legge, per cercare spazi vitali disponibili. Ma gli spazi sono sempre più piccoli ormai, spazi dove si aggirano gli onesti e i disonesti, chi cerca solo profitti, chi cerca possibilità, chi cerca di bere bene gratis o chi idealizza questo mondo e vive solo di questo mondo.

Insomma una gran folla che finsce per diventare un buco nero ai miei occhi dove, dietro le quinte, regna solo la regola del business. Capisco, senza quello è difficile andare avanti per noi tutti, produttori, rappresentanti, distributori, ristoratori, blogger, giornalisti, notai, avvocati, banche, enti, addetti vari. Ma è come se questo mondo si sia definitivamente allontanato dalla realtà pratica della campagna e sia diventato pericolosamente populista, eccessivo, di troppo, dove appunto il Buon Senso è svanito.

La semplicità nel godere di un bicchiere di vino, in silenzio o in compagnia, sono ancora intimi attimi preziosi da non farsi rubare.

Un esempio di sperpero: Terre Fiorenti

by 23. dicembre 2014 17.49

E' Natale, lo so e bisogna essere buoni. Ma quel che mi è capitato Venerdì, Sabato e Domenica in quel di Firenze in occasione della partecipazione di Caparsa a Terre Fiorenti, nel Palazzo della Provincia di Firenze, in Via Cavour 5, nella Sala Delle Carrozze, a due passi dal Duomo di Firenze è l'esempio di come le istituzioni vivono questo periodo storico, lontane dalle vere realtà produttive.

L'iniziativa è stata promossa dalla provincia di Firenze, riservandola alle aziende fiorentine del Chianti e del Chianti Classico. Pochissimi giorni prima ho ricevuto avviso dal Consorzio Chianti Classico della possibilità alla partecipazione anche per le aziende della Provincia di Siena (Boh! Quì già dovevo ammoscarmi). Ok, allora partecipo: dalle 10 la mattina alle 20 per tre lunghi giorni (non l'avessi mai fatto!). .

Venerdì nessuna presenza, Sabato qualche scarsa partecipazione solo dopo le 17 insieme all'evento di Leonardo Romanelli (giornalista enogastronomico fiorentino), domenica partecipazioni inesistenti salvo qualche amico che grazie anche alle mie comunicazioni social li ho incontrati: Degustazioni e Vendite tendenti a 0. In effetti avremo fatto una decina di degustazioni e venduto 4/5 bottiglie in tre giorni e non credo che gli altri abbiano fatto di meglio. Ma questa non è la parte dolorosa.

Provo ad elencare alcuni fatti inquietanti:

Il Consorzio Chianti non faceva pagare alcuna quota di partecipazione , il Consorzio Chianti Classico euro 100,00

La commistione dei due Consorzi è malsano dal punto di vista della chiarezza sulla differenza tra vino Chianti e vino Chianti Classico (dover sempre sottolineare il fatto che nel territorio del Chianti è proibito produrre Chianti è veramente deprimente)

Insiema al bicchiere per la degustazione nemmeno un ciclostilato con l'elenco, l'indirizzo, il telefono o i territori delle aziende partecipanti: solo il bicchiere a 5 euro

Nessuna seria comunicazione, solo una paginina internet dal 17 Dicembre. Comunicazioni Social nemmeno lontanamente. Addirittura non lo sapeva nemmeno Andrea Gori, Sommelier informatico di Firenze estremamente attivo  e sensibile in rete.

La sera della domenica qualcuno che si è reso conto del flop ha fatto lavorare una signorina all'entrata che a voce annunciava ai passanti: "volete fare una degustazione?": vi lascio immaginare i risultati.

Dpomande finali a cui già mi sono risposto: Senza cuore, senza sentimenti, senza idee, senza passione, quasi a caso, come è possibile organizzare questo tipo di eventi? Fior di quattrini dei cittadini per che cosa? Insomma, un flop sulle spalle di tutti.

Considerazioni sulle Commissioni di Assaggio vino Chianti Classico

by 5. dicembre 2014 09.46

Le commissioni di assaggio della Denominazione Chianti Classico si riuniscono per valutare i vini per il rilascio dell'idoneità. Esistono tre tipologie di vini Chianti Classico che devono essere giudicati da 6 persone e un presidente (Valoritalia), prima di essere messe in commercio o per essere acquistate da commercianti: Base, Riserva, Gran Selezione.

Spesso accade che vini presentati da piccole aziende di territorio, note e molto rappresentative, si vedano respingere i campioni per motivazioni come "scarico di colore", "esile", "odore non netto", "sapore di brettanomiceto", e altro.

Mi domando se questi commissari, che ricevono senza dubbio il "gettone di presenza", siano sufficientemente qualificati per riconoscere i vini dal punto di vista territoriale e non solo tecnico. Senza dubbio ci sono professionisti seri e competenti, ma il rischio che alcuni cerchino di trovare un momento di gloria e competenza è forte.

Oppure, come avviene alla luce degli eventi di cronaca attuale, come è possibile essere completamente sereni sul fatto che ci possa essere equità e non un, anche occasionale, pilotamento dei poteri forti in Valoritalia (Qui le 32 sedi sparse in Italia) società di controllo su autorizzazione del MIPAAF  sui vini Do e IG? Guardandoci cosa succede intorno non ci sarebbe da stupirsi, come i romani non si sono stupiti di quanto accade nella loro Città.

Insulto a Radda in Chianti: il prato artificiale sulla rotonda

by 29. novembre 2014 13.22

Alcuni anni fà Radda in Chianti si è dotata di una rotonda alle porte del paese di Radda in Chianti.

Oggi è stata ricoperta di un prato di plastica! Un bellissimo welcome a Radda in Chianti con un prato artificiale, nel cuore delle colline del Chianti.

Siccome la rotonda è di competenza della no-Provincia (in quanto la Provincia di Siena non esiste più), siccome sono soldi spesi da tutti noi con le nostre tasse, l'indignazione che provo è davvero grande come l'oceano della stupidità umana.

Piccoli pensieri di un vignaiolo

by 15. novembre 2014 19.03

Il mondo è difficile da interpretare, ma anche il mondo del vino per chi lo vive lo è.

Questa notte non ho dormito, i pensieri correvano senza sosta nel tentativo di trovare il bandolo della matassa per lavorare con i tempi, la natura, le opzioni e le mille variabili del vino che ho in cantina. Ieri con Federico Staderini abbiamo cercato di intuire le migliori combinazioni per fare il meglio, per razionalizzare, per imbottigliare, per unire o separare. E' incredibile quanto l'opera umana possa condizionare il vino, e come sia importante scegliere e decidere per continuare a fare questo lavoro: non posso fare quello, posso fare così, ma anche così, però se faccio così non posso ottenere questo o realizzare questo...

E allora non si dorme pensando alle soluzioni, notti insonni, il cervello gira come una trottola anche se si è stanchi, fino ad arrivare a nessuna conclusione.

Certe scelte si affideranno al "lì per lì". Impossibile pianificare. Impossibile fermarsi, il mondo va per conto suo, noi, io, dobbiamo solo inseguire il tempo per rimanere in questa Natura che sta impazzendo (Vedi la foto della Forsythia in fiore il 14 Novembre 2014).

Il triste Novembre 2014 per l'olive

by 3. novembre 2014 15.18

La mente ritorna al 1985, quando il grande gelo distrusse la gran parte degli olivi in Toscana e non solo. Quest'anno, a causa dell'andamento climatico tropicaleggiante, la mosca delle olive o mosca olearia si è fatta sentire tanto da distruggere diffusamente i raccolti di quest'anno. In zone come il Chianti, dove di norma questo insetto non fa danno e nessuno usa prodotti insetticidi, ha azzerato la produzione. Chi, stoicamente, ci ha provato ha prodotto olio puzzolente.

Nessuno raccoglierà olive. Moltissimi operai impiegati nella raccolta di Novembre si ritrovano senza lavoro. Le aziende non produrranno, a meno che non ricorrono a alchimie commerciali. Oggi il listino dell'Olio extravergine è il seguente: DOP Chianti Classico Euro 10,60 (ma non ci sarà), Olio extravergine estero Euro 4,45. Questi dati possono indurre qualche cattivo pensiero: a fronte della mancata produzione qualcuno potrebbe far finta di produrre per poi acquistare l'olio sul mercato estero. Comunque, credo che in alcune zone della Toscana dove i trattamenti contro la mosca delle olive vengono regolarmente effettuati, un pò di Olio sarà prodotto. Forse.

Mi preme però evidenziare la tristessa dell'evento e come il cambiamento climatico ormai sia irreversibile, (il 95% degli scenziati è daccordo) e come la geografia dell'agricoltura cambi radicalmente.

Vignaioli a rischio?

by 19. ottobre 2014 21.51

I Vignaioli, noi vignaioli quelli che vivono in prima persona “il vino”, siamo preparati ad affrontare i lampi del “successo”? Mi sembra di notare, io compreso, accenni di difficoltà di gestione di una notorietà che con merito oppure no questo mondo di vino a volte provoca.

Anche altre professioni, come gli attori o cantanti o personaggi politici si lasciano trascinare dalle stalle alle stelle ma con grande facilità si può tornare dalle stelle alle stalle.

Questo per esprimere un concetto che la mia compagna Gianna mi ripete spesso: è importante la consapevolezza di essere quel che si è, riconoscendo i propri limiti e difetti. Nel mondo dei vini l'IO (vignaiolo) può diventare pericoloso e abnorme. Un aspetto è la capacità lavorativa e imprenditoriale, ma un'altro aspetto è l'apparente capacità oltre misura a cui si può essere attribuiti da un mondo che macina per macinare e retribuire se stesso.

Premi e espressioni di sussiego, attribuzioni di magnificenze e perfezione, possono danneggiare il vero spirito dei vignaioli (io compreso!).

Meglio forse una certa lentezza e linearità e costanza piuttosto che cedere a improvvisi successi e lusinghe che durano qualche anno ma che possono provocare danni alla lunga.

La convivenza con i moscerini

by 9. ottobre 2014 21.54

Oggi al radiogiornale Rai una grande notizia: i moscerini sono utilissimi. Se leggete qui http://gradientitemporali.wordpress.com/fermenti-di-vita ci si può rendere ben conto come il rapporto vignaiolo/moscerino sia unico. In vendemmia, ma sopratutto durante la fermentazione del vino in cantina, i moscerini si nutrono dei lieviti. Orde di moscerini che entrano nel naso, nei bicchieri e nelle sputacchiere: quando un enoappassionato vuol assaggiare i tuoi vini in cantina in quel periodo... insomma la convivenza con i moscerini è d'obbligo tra noi vignaioli. Ho visto, nei miei cinquanta anni di vendemmie tappeti neri di moscerini, aggrappati sulla pressa, volare e posarsi dappertutto in ogni operazione durante la fermentazione. Il disgusto può essere forte per alcuni “uomini” ma non per la Natura. Io a volte ci parlo per convincerli ad andar via. A volte ci riesco, lo giuro... ma leggere "I moscerini si nutrono di lievito e il lievito trae vantaggio dagli spostamenti dei moscerini" mi riempie di gioia. Probabilmente le cantine moderne adottano protocolli contro questi (utili) insetti, ma da me a Caparsa i moscerini son di casa, basta che non lo sappia l'ASL. Quindi secondo gli studi… i moscerini sono indice di salubrità... in quanto diffondono i lieviti nell'ambiente contribuendo alla salubrità ambientale e del vino (quello spontaneo).


 

Come superare il concetto della qualità dell'annata

by 26. settembre 2014 19.58

Da decenni si parla della vendemmia del secolo, oppure della vendemmia triste. Credo che superare i pregiudizi sia la sfida per il futuro.

Ogni anno racchiude un essenza esclusiva propria dell'annata. I miei ricordi: la 2002 e la 2003. Annate opposte. La prima solo due settimane di sole, poi pioggia sempre, la seconda caldo estremo e siccitoso con 42 e più gradi per due mesi e mezzo. Vini completamente differenti, ma proprio per questo, in diversi casi, unici e ottimi. Si perchè il lavoro dell'uomo PUO' condizionare in modo vantaggioso il corso della Natura. Ho assaggiato dei 2002 ottimi, eleganti e fini, ho assaggiato 2003 vigorosi, inebrianti e tosti.

Quello che vorrei sottolineare è come la capacità dell'uomo, magari un'azienda un'anno e l'altro anno un'altra, possa condizionare in modo unico l'annata sfruttandone la peculiarità.

Le grandi annate, le piccole annate, sono concetti riduttivi modellati per un consumo veloce e superficiale, magari adatto a quella informazione scadente sempre più potente ai tempi nostri.

Quel che occorre secondo me è divulgare le specificità delle annate: come si fa a dire che è migliore un vino più esile che un vino più corposo? O roba del genere? Un vino è ottimo quando è salubre, quando ti ricordi il vino che hai bevuto, quando ti rende lucida la mente, quando ti rende positivo e elaborativo. L'annata PUO' essere secondaria.

L'autore

Paolo Cianferoni è Coltivatore Diretto a Caparsa a Radda in Chianti dal 1982 con la sua compagna Gianna. Paolo ha un carattere impulsivo e ama profondamente la natura, le vigne e il vino. Il sito Web di Caparsa è www.caparsa.it oppure scrivi: caparsa@caparsa.it

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