Considerazioni sulle Commissioni di Assaggio vino Chianti Classico

by 5. dicembre 2014 09.46

Le commissioni di assaggio della Denominazione Chianti Classico si riuniscono per valutare i vini per il rilascio dell'idoneità. Esistono tre tipologie di vini Chianti Classico che devono essere giudicati da 6 persone e un presidente (Valoritalia), prima di essere messe in commercio o per essere acquistate da commercianti: Base, Riserva, Gran Selezione.

Spesso accade che vini presentati da piccole aziende di territorio, note e molto rappresentative, si vedano respingere i campioni per motivazioni come "scarico di colore", "esile", "odore non netto", "sapore di brettanomiceto", e altro.

Mi domando se questi commissari, che ricevono senza dubbio il "gettone di presenza", siano sufficientemente qualificati per riconoscere i vini dal punto di vista territoriale e non solo tecnico. Senza dubbio ci sono professionisti seri e competenti, ma il rischio che alcuni cerchino di trovare un momento di gloria e competenza è forte.

Oppure, come avviene alla luce degli eventi di cronaca attuale, come è possibile essere completamente sereni sul fatto che ci possa essere equità e non un, anche occasionale, pilotamento dei poteri forti in Valoritalia (Qui le 32 sedi sparse in Italia) società di controllo su autorizzazione del MIPAAF  sui vini Do e IG? Guardandoci cosa succede intorno non ci sarebbe da stupirsi, come i romani non si sono stupiti di quanto accade nella loro Città.

Insulto a Radda in Chianti: il prato artificiale sulla rotonda

by 29. novembre 2014 13.22

Alcuni anni fà Radda in Chianti si è dotata di una rotonda alle porte del paese di Radda in Chianti.

Oggi è stata ricoperta di un prato di plastica! Un bellissimo welcome a Radda in Chianti con un prato artificiale, nel cuore delle colline del Chianti.

Siccome la rotonda è di competenza della no-Provincia (in quanto la Provincia di Siena non esiste più), siccome sono soldi spesi da tutti noi con le nostre tasse, l'indignazione che provo è davvero grande come l'oceano della stupidità umana.

Piccoli pensieri di un vignaiolo

by 15. novembre 2014 19.03

Il mondo è difficile da interpretare, ma anche il mondo del vino per chi lo vive lo è.

Questa notte non ho dormito, i pensieri correvano senza sosta nel tentativo di trovare il bandolo della matassa per lavorare con i tempi, la natura, le opzioni e le mille variabili del vino che ho in cantina. Ieri con Federico Staderini abbiamo cercato di intuire le migliori combinazioni per fare il meglio, per razionalizzare, per imbottigliare, per unire o separare. E' incredibile quanto l'opera umana possa condizionare il vino, e come sia importante scegliere e decidere per continuare a fare questo lavoro: non posso fare quello, posso fare così, ma anche così, però se faccio così non posso ottenere questo o realizzare questo...

E allora non si dorme pensando alle soluzioni, notti insonni, il cervello gira come una trottola anche se si è stanchi, fino ad arrivare a nessuna conclusione.

Certe scelte si affideranno al "lì per lì". Impossibile pianificare. Impossibile fermarsi, il mondo va per conto suo, noi, io, dobbiamo solo inseguire il tempo per rimanere in questa Natura che sta impazzendo (Vedi la foto della Forsythia in fiore il 14 Novembre 2014).

Il triste Novembre 2014 per l'olive

by 3. novembre 2014 15.18

La mente ritorna al 1985, quando il grande gelo distrusse la gran parte degli olivi in Toscana e non solo. Quest'anno, a causa dell'andamento climatico tropicaleggiante, la mosca delle olive o mosca olearia si è fatta sentire tanto da distruggere diffusamente i raccolti di quest'anno. In zone come il Chianti, dove di norma questo insetto non fa danno e nessuno usa prodotti insetticidi, ha azzerato la produzione. Chi, stoicamente, ci ha provato ha prodotto olio puzzolente.

Nessuno raccoglierà olive. Moltissimi operai impiegati nella raccolta di Novembre si ritrovano senza lavoro. Le aziende non produrranno, a meno che non ricorrono a alchimie commerciali. Oggi il listino dell'Olio extravergine è il seguente: DOP Chianti Classico Euro 10,60 (ma non ci sarà), Olio extravergine estero Euro 4,45. Questi dati possono indurre qualche cattivo pensiero: a fronte della mancata produzione qualcuno potrebbe far finta di produrre per poi acquistare l'olio sul mercato estero. Comunque, credo che in alcune zone della Toscana dove i trattamenti contro la mosca delle olive vengono regolarmente effettuati, un pò di Olio sarà prodotto. Forse.

Mi preme però evidenziare la tristessa dell'evento e come il cambiamento climatico ormai sia irreversibile, (il 95% degli scenziati è daccordo) e come la geografia dell'agricoltura cambi radicalmente.

Vignaioli a rischio?

by 19. ottobre 2014 21.51

I Vignaioli, noi vignaioli quelli che vivono in prima persona “il vino”, siamo preparati ad affrontare i lampi del “successo”? Mi sembra di notare, io compreso, accenni di difficoltà di gestione di una notorietà che con merito oppure no questo mondo di vino a volte provoca.

Anche altre professioni, come gli attori o cantanti o personaggi politici si lasciano trascinare dalle stalle alle stelle ma con grande facilità si può tornare dalle stelle alle stalle.

Questo per esprimere un concetto che la mia compagna Gianna mi ripete spesso: è importante la consapevolezza di essere quel che si è, riconoscendo i propri limiti e difetti. Nel mondo dei vini l'IO (vignaiolo) può diventare pericoloso e abnorme. Un aspetto è la capacità lavorativa e imprenditoriale, ma un'altro aspetto è l'apparente capacità oltre misura a cui si può essere attribuiti da un mondo che macina per macinare e retribuire se stesso.

Premi e espressioni di sussiego, attribuzioni di magnificenze e perfezione, possono danneggiare il vero spirito dei vignaioli (io compreso!).

Meglio forse una certa lentezza e linearità e costanza piuttosto che cedere a improvvisi successi e lusinghe che durano qualche anno ma che possono provocare danni alla lunga.

La convivenza con i moscerini

by 9. ottobre 2014 21.54

Oggi al radiogiornale Rai una grande notizia: i moscerini sono utilissimi. Se leggete qui http://gradientitemporali.wordpress.com/fermenti-di-vita ci si può rendere ben conto come il rapporto vignaiolo/moscerino sia unico. In vendemmia, ma sopratutto durante la fermentazione del vino in cantina, i moscerini si nutrono dei lieviti. Orde di moscerini che entrano nel naso, nei bicchieri e nelle sputacchiere: quando un enoappassionato vuol assaggiare i tuoi vini in cantina in quel periodo... insomma la convivenza con i moscerini è d'obbligo tra noi vignaioli. Ho visto, nei miei cinquanta anni di vendemmie tappeti neri di moscerini, aggrappati sulla pressa, volare e posarsi dappertutto in ogni operazione durante la fermentazione. Il disgusto può essere forte per alcuni “uomini” ma non per la Natura. Io a volte ci parlo per convincerli ad andar via. A volte ci riesco, lo giuro... ma leggere "I moscerini si nutrono di lievito e il lievito trae vantaggio dagli spostamenti dei moscerini" mi riempie di gioia. Probabilmente le cantine moderne adottano protocolli contro questi (utili) insetti, ma da me a Caparsa i moscerini son di casa, basta che non lo sappia l'ASL. Quindi secondo gli studi… i moscerini sono indice di salubrità... in quanto diffondono i lieviti nell'ambiente contribuendo alla salubrità ambientale e del vino (quello spontaneo).


 

Come superare il concetto della qualità dell'annata

by 26. settembre 2014 19.58

Da decenni si parla della vendemmia del secolo, oppure della vendemmia triste. Credo che superare i pregiudizi sia la sfida per il futuro.

Ogni anno racchiude un essenza esclusiva propria dell'annata. I miei ricordi: la 2002 e la 2003. Annate opposte. La prima solo due settimane di sole, poi pioggia sempre, la seconda caldo estremo e siccitoso con 42 e più gradi per due mesi e mezzo. Vini completamente differenti, ma proprio per questo, in diversi casi, unici e ottimi. Si perchè il lavoro dell'uomo PUO' condizionare in modo vantaggioso il corso della Natura. Ho assaggiato dei 2002 ottimi, eleganti e fini, ho assaggiato 2003 vigorosi, inebrianti e tosti.

Quello che vorrei sottolineare è come la capacità dell'uomo, magari un'azienda un'anno e l'altro anno un'altra, possa condizionare in modo unico l'annata sfruttandone la peculiarità.

Le grandi annate, le piccole annate, sono concetti riduttivi modellati per un consumo veloce e superficiale, magari adatto a quella informazione scadente sempre più potente ai tempi nostri.

Quel che occorre secondo me è divulgare le specificità delle annate: come si fa a dire che è migliore un vino più esile che un vino più corposo? O roba del genere? Un vino è ottimo quando è salubre, quando ti ricordi il vino che hai bevuto, quando ti rende lucida la mente, quando ti rende positivo e elaborativo. L'annata PUO' essere secondaria.

I vini complementari

by 16. settembre 2014 10.50

La natura è nostra madre, per cui come tutte le mamme insegna nella buona e nella cattiva sorte. Annate come questa la natura ci dice che occorre abbandonare la fissazione di fare solo ed esclusivamente quei vini che siamo abituati a fare, ma occorre sforzarsi di allargare gli orizzonti. Significa dare valore a quei vini minori, a volte considerati sottoprodotti, che possono però ritmare quelle variazioni così care ai musicisti, rendendo un senso di completezza a questa annata, considerata mediamente di scarsa qualità. E così produrre anche spumanti, bianchi, rosati e addirittura vendemmie tardive, può dare un grande significato al lavoro di chi, lottando ogni giorno, ha messo in condizioni la vite di esprimere complessità nel frutto sacro dell'uva.

Fuori dal coro

by 28. agosto 2014 12.17

Mi dispiace ma mi sento fuori dal coro. L'annata è difficile, ma come tutte le annate occorre risolvere stoicamente situazioni sempre diverse. Ho scritto "mi dispiace" perchè capisco perfettamente quei viticoltori che hanno vissuto una stagione catastrofica per la grandine, per la pioggia a catinelle, per la peronospora e a cui l'antico proverbio "mal comune mezzo gaudio" istintivamente viene in mente. Ma non è così: L'Italia è lunga e i microclimi sono tantissimi, per fortuna.

Oggi mi sento di dover dire che sono molto soddisfatto qui a Caparsa: uva abbondante e maturazione che procede, grazie a molta fortuna e probabilmente alle temperature notturne molto basse di quest'anno che hanno evitato l'insorgere della peronospora anche grazie a pochi ma perfetti trattamenti antiporonosporici e al duro lavoro della legatura delle viti. Unica preoccupazione è la botritys, che condizionerà l'epoca della vendemmia. Epoca che al momento è impossibile prevedere. Giorno per giorno occorrerà giudicare per fare i giusti compromessi e decidere l'inizio. Si prevede un Settembre e un Ottobre nella norma, per cui, intrecciamo le dita!

Il galestro nel Chianti Classico: suolo top nel 2014

by 21. agosto 2014 13.35

Il galestro è un suolo che ha un inconveniente: l'erosione. Ma il galestro in annate piovose e umide è il TOP. Non trattiene la pioggia, l'acqua percola, l'aridità del suolo conferisce poca energia alle viti e non ci cresce erba. E' dunque particolarmente adatto nelle annate fresche e piovose come quest'anno. In questi terreni ci sono uve spettacolari.

Sui Monti del Chianti il galestro si trova nella dorsale che da Mercatale va verso Panzano. A Greve in Chianti nelle zone sopra Querciabella e Melazzano. A Radda in Chianti nella zona Nord, come qui a Caparsa, Docciole e Val Delle Corti. A Gaiole in Chianti, nelle zone alte come Monti, Cacchiano e S. Martino ma anche a S. Donato in Perano.

Dunque, riflettendo su quest'annata particolarmente piovosa e fresca, esistono luoghi dove sarà possibile fare eccellenze, nonostante tutto. I territori vocati si riconoscono anche in questo: se da millenni il vino viene lì fatto ci sarà una ragione...

Mi dispiace per quei viticoltori che in particolare al Nord stanno vivendo una situazione particolarmente difficile, per la sfortuna di avere avuto la grandine o per troppa piovosità, ma dire che l'annata 2014 non sarà una bella annata per tutti è sbagliato. Le macchie di leopardo esistono e sempre esisteranno, sia in annate caldissime e siccitose, sia in annate fresche e piovose. Occorre coraggio e perseveranza: in agricoltura si devono fare le media di 10 anni almeno per capire le tendenze. Io, ad esempio, nel 2010 ero disperato: oltre il 75% di produzione portata via dalla peronospora larvata, ma in quelle 4700 bottiglie che ho potuto imbottigliare c'è un qualcosa che non sarebbe stato possibile avere senza quella perdita.

Lezioni di vita.

L'autore

Paolo Cianferoni è Coltivatore Diretto a Caparsa a Radda in Chianti dal 1982 con la sua compagna Gianna. Paolo ha un carattere impulsivo e ama profondamente la natura, le vigne e il vino. Il sito Web di Caparsa è www.caparsa.it oppure scrivi: caparsa@caparsa.it

RecentComments

Comment RSS

Most comments

Paolo Cianferoni Paolo Cianferoni
5 commenti
antoine antoine
4 commenti
gianni gianni
3 commenti

Eco Theme by n3o Web Designers