Le regole del gioco

 

Le regole mi fanno impazzire. Ho passato gli anni settanta, andavo in lambretta in tre, conducevo la cinquecento in sei, si beveva in compagnia, e tutto era mormale, nessuno ci voleva far profitto. Oggi l’ipocrisia ci circonda, tutto è ben regolato in funzione del guadagno, uscire di testa è consentito, uscire dalle regole non è consentito, tutto regolato in funzione delle regole economiche. Forme, musiche, status symbol, sono al servizio di un modo malsano del buon vivere. I giovani non riescono facilmente a trovare una propria strada, tutte le strade sono invase da messaggi virtuali, non vere. Il controllo di tutto e tutti mi fa paura. È la distruzione della fantasia. Però i semi di una nuova era ci saranno da qualche parte. I semi in natura non aspettano altro che condizioni favorevoli si verifichino per germinare e poi vivere.

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2 pensieri riguardo “Le regole del gioco”

  1. Ci vuole una primavera araba, italiana.
    Dove entra la norma sparisce per l’eternità il buonsenso!
    E poi ti riunisci tra amici, colleghi (mi riferisco al consorzio) e tutti a chiedere più regole, più norme, più controlli, nessuno a pensare che dovrebbe [b]tornare ad essere onesto[/b], ed usare il proprio "buonsenso".
    I figli ovviamente ad essere sempre più insofferenti verso questo andamento….. Ma dove si vuole arrivare, continuando sempre a credersi furbi?

  2. Si Antoine, a forza di norme, regolamenti, decreti, leggi e leggine ci siamo infilati dritti dritti in un sistema dove il buonsenso è anch’esso regolato da norme, regolamenti, decreti, leggi e leggine…

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