Le troppe consulenze

Consulenze, si vendono consulenzeeeee!!!

L’ultima offerta che mi è arrivata sono i servizi doganali, ma spesso arrivano proposte di servizi di marketing, consulenze per la produzione, servizi logistici, servizi per la tenuta dei registri telematici, servizi di assistenza e consulenza di ogni genere. Insomma un esercito di persone che, per carità non ho nulla di personale contro, ma mi sembra un tanticchio in eccesso rispetto a chi è addetto alla produzione, nel mio caso il vino.

Questo sta a significare che se compriamo un bene, il prezzo di quel bene si determina sopratutto dai costi dei servizi…
Servizi, che la burocrazia contribuisce a crescere in modo abnorme.

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5 pensieri riguardo “Le troppe consulenze”

  1. Caro Gianni,
    Ok per i posti di lavoro, ma mi domando "Quali posti di lavoro"? Il sistema negli ultimi anni ha sfornato e ha stimolato i desideri di occupazioni che solo la burocrazia assicura. Attività come il muratore, l’idraulico, l’artigianato in genere, e poi l’opera in agricoltura, l’arte delle riparazioni delle calzature, degli elettrodomestici e altro, è stata soffocata da figure lavorative che operano "virtualmente" favorite dalla burocrazia. Tra l’altro molte di queste professioni sono state occupate da "stranieri" che hanno e stanno occupando quei posti liberi ( e poi c’è chi si lamenta dell’immigrazione…). A Radda, ma credo ovunque, i falegnami, i fabbri, i muratori, gli elettricisti, ecc. si sono quasi estinti. Ditte di "stranieri" le stanno sostituendo perché, noi italiani, sappiamo svolgere prevalentemente attività di burocrazia, dove certo non ci si sporca le mani, dove si può timbrare serialmente i cartellini delle presenze al lavoro, dove si inventa lavoro alle spalle di chi (pochi ormai) producono realmente.
    Abbiamo costruito una società di servizi e consulenze, appunto. Abbiamo costruito una società dove tutto ha una scadenza, anche la lavatrice che non è più possibile riparare: conviene comprarla nuova a costi ambientali insostenibili.
    La seconda parte del tuo intervento mi sembra proprio una coglionata, detto tra amici.

  2. Caro Gianni,
    Ok per i posti di lavoro, ma mi domando "Quali posti di lavoro"? Il sistema negli ultimi anni ha sfornato e ha stimolato i desideri di occupazioni che solo la burocrazia assicura. Attività come il muratore, l’idraulico, l’artigianato in genere, e poi l’opera in agricoltura, l’arte delle riparazioni delle calzature, degli elettrodomestici e altro, è stata soffocata da figure lavorative che operano "virtualmente" favorite dalla burocrazia. Tra l’altro molte di queste professioni sono state occupate da "stranieri" che hanno e stanno occupando quei posti liberi ( e poi c’è chi si lamenta dell’immigrazione…). A Radda, ma credo ovunque, i falegnami, i fabbri, i muratori, gli elettricisti, ecc. si sono quasi estinti. Ditte di "stranieri" le stanno sostituendo perché, noi italiani, sappiamo svolgere prevalentemente attività di burocrazia, dove certo non ci si sporca le mani, dove si può timbrare serialmente i cartellini delle presenze al lavoro, dove si inventa lavoro alle spalle di chi (pochi ormai) producono realmente.
    Abbiamo costruito una società di servizi e consulenze, appunto. Abbiamo costruito una società dove tutto ha una scadenza, anche la lavatrice che non è più possibile riparare: conviene comprarla nuova a costi ambientali insostenibili.
    La seconda parte del tuo intervento mi sembra proprio una coglionata, detto tra amici.

  3. Sai Paolo? Mi ricordi una storiella di quando ero ragazzo e che, purtroppo, risulta sempre più attuale.
    C’era sul ciglio della strada una montagnola di sassi e, in cima ad essa, una lanterna accesa. Chiesi allo stradino a cosa servisse la lanterna accesa. Mi rispose "a segnalare il pericolo del montagnola di sassi!". Giusto. "E quella montagnola di sassi? A cosa serve?". E lo stradino: "Ma è ovvio! A reggere la lanterna!"
    Da allora le montagnole e le lanterne hanno cambiato nome e forma, ma hanno continuato ad aumentare senza sosta. E noi paghiamo le une e le altre…

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