La vendemmia targata 2019 di Sangiovese per il vino Chianti Classico inizierà i primi di Ottobre, un periodo più “normale” in terra di Radda in Chianti, rispetto alle ultime annate sempre più anticipate a causa dei cambiamenti climatici.
A fine settembre abbiamo raccolto le uve di Sangiovese per la base di spumante metodo classico (Questa la scheda del vino già sboccato del 2014 attualmente in vendita: http://www.caparsa.it/prodotti/vini-da-tavola/spumante2014 ), successivamente abbiamo raccolto le uve di Trebbiano e Malvasia per il nostro vino Bianco Igt Toscana: Bianco di Caparsino 2019 (Questa la scheda del bianco 2018, non più in commercio perché esaurito in questi giorni: http://www.caparsa.it/prodotti/vini-da-tavola/bianco2018 ). Infine abbiamo raccolto le uve di Sangiovese per il nostro vino Igt Toscana Rosato, Rosato di Caparsa nei luoghi più freschi dei vigneti di Caparsa (vedi la scheda dello stesso vino annata 2018, ancora disponibile: http://www.caparsa.it/prodotti/vini-da-tavola/rosato ).
Prevedo un’annata eccezionale, se naturalmente non avverranno fenomeni atmosferici estremi e distruttivi.
L’uva è sana, per il duro lavoro come la sfogliatura, l’intervento con funghi biologici per contrastare la botrytis cynerea, ma soprattutto il diradamento del sangiovese utilizzato per la base spumante e per il rosato.
La foto ritrae un vigneto di Caparsa la mattina del 23 settembre dopo un paio di giorni di pioggia.

Lungi da me fare contrapposizioni o confronti astrusi è certo però, per me, che i cambiamenti climatici stiano dando una mano ai vini prodotti nelle zone più interne e fresche del territorio Chianti, in particolare a Radda in Chianti. A Radda si vendemmiava a ottobre inoltrato e nonostante questo non ovunque si raggiungevano gradazioni di alcool di 12,5° e sempre nei vigneti esposti a sud, le zone più calde e quindi con maturazioni ottimali.
Ho sempre creduto che il cibo bio-dinamico o bio-logico fossero una forma alternativa alle produzioni dominate dalla scienza, un “dogma” troppo spesso motivato da interessi economici, seppur fondamentale e utile.
L’annata 2018 si è caratterizzata da frequenti piogge, umidità relative molto alte e caldo. Ancora una volta il Sangiovese, che solitamente qui a Caparsa a Radda in Chianti si raccoglie ad Ottobre, è stato raccolto nella quarta decade di Settembre, con un anticipo di due settimane.
Comincio ad essere un po perplesso per le troppe persone sui social enoici, Instagram, Facebook, Twitter, insomma i “protagonisti” del mondo vino, i professionisti della comunicazione o persone amanti del vino o produttori che raccontano con le immagini le proprie storie, le proprie bevute, che troppo spesso fotografano, lodano, esaltano le bevute con i (soliti) vini di lusso, costosissimi, irraggiungibili (ma evidentemente non tanto data la frequenza di visibilità). Non è invidia, intendiamoci, (“lui in fondo è un contadino”) ma a me sembra, dal tono, che vogliono comunicare un fondamento: voi siete i poveracci che si accontentano, noi siamo quelli che si permettono certi vini costosissimi e dunque “io sono io e voi non siete un cazzo” (Marchese del Grillo Cit.).