Alla faccia del territorio

E’ già arrivata: la macchina che dealcolizza il vino di 1,5 – 2 Gradi. Finalmente è possibile trasformare il vino molto aloolico, in un vino meno alcolico, oggi di “moda”, addirittura lasciando inalterarte le altre proprietà.

La mia è naturalmente ironia. Dopo la macchina ad osmosi inversa, che irrobustisce il vino, ecco un’altra diavoleria. Si parla di territorio, di espressione della vigna e dell’uomo, ma sempre più la tecnica incide su questo mondo.

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3 pensieri riguardo “Alla faccia del territorio”

  1. Eh si caro Paolo! Conosco un francese che che faceva delle grenache da sogno, nella zona di Bèzier, poi da una decina di anni ha cominciato a dealcolizzare il suo vino e lo porta sui 7 gradi (con deroga di ricerca etc legalmente intendo non da farabutto), però il vino lo fa solo per certi mercati americani ormai, chi era innamorato dei suoi grenache non li prende più.

    Intanto quello che ci salverà rimane l’equilibrio dei vini anche a 15° e il consumatore intelligente, e ce ne sono abbastanza ;o)

  2. Condivido pienamente, si parla tanto di Terroir e di "Cru" appezzamento di terreno di alta qualita’ ,esposizione,drenaggio ,ventilazione e luminosita’ e poi ….? Tanto studiare approfondire ,vedere e visitare e poi degustare per apprezzare il "Territorio" la nostra grande risorsa e poi…? Sono senza parole, ciao a presto .Sergio

  3. Occorre anche dire che chi ha logiche mercantili, questo è un mezzo come tanti altri mezzi per fare vini per il mercato. Come si sà molti vini sono "inventati" a tavolino, vale a dire in cantina. Legittimo. Ma questi non sono vini di territorio.

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