Non c’è certezza

Quest’annata viticola ci dimostra ancora una volta come non ci sono certezze. Quando si tuona contro luoghi presumibilmente non vocati alla produzione di qualità, quest’anno è stato contraddetto. Quest’anno le migliori produzioni di vino proverranno certamente da vigne in luoghi bassi, umidi e esposti a Nord. E questo si è verificato non solo una volta nel corso degli ultimi otto anni, ma direi certamente nel 2003, 2007 e 2011.

Quando si tuona contro la possibilità di usare qualche punto di percentuale di uve bianche, come l’antica ricetta di Bettino Ricasoli recita per fare il vino Chianti Classico, quest’anno ha sbagliato. Aver potuto vinificare il Sangiovese con un pochino di Malavasia Bianca, avrebbe potuto dare un tocco di eleganza a un uva di  Sangiovese che alcuni anni fa sarebbe parsa arrivare dalla Puglia o dalla Sicilia non certo dai Monti del Chianti.

Quindi, permettetemi di riportare un passo di Luigi Pirandello dal suo “Uno, Nessuno, Centomila”:

“La facoltà di illuderci che la realtà d’oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall’altro ci precipita in un vuoto senza fine, perchè la realtà d’oggi è destinata a scoprire l’illusione domani.”

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43 pensieri riguardo “Non c’è certezza”

  1. sta diventando ”una vera tragedia” se non piove certo che un poco di uva bianca darebbe un tocco in più alla ”marmellata che si dovrà raccogliere…ma qualcuno l’ha levata questa ”opportunità”…cosa volevano e credevano quando l’hanno fatto ..la medaglia o passare alla storia ?

  2. Solo per far bastian contrario…. ma da me il bianco è ancora più "marmellato" del sangiovese. Non credo che per quanto riguarda l’uva le pioggie prossime (????) faranno molto di più che togliere un po di polvere sull’uva, il danno dei chicchi a uvetta sulla metà di certi grappoli, ormai non lo rigonfia nessuno!

    Sarà un annata interessante è difficile.

  3. mi riferivo al Trebbiano e malvasia, poi ho un po di viognier ma questo ha meno problemi.
    Ma oltre la malvasia che ormai è più vicina al miele, anche il trebbiano ha preso certi colpi di sole…. quando assaggi il trebbiano pensi "ma il succo dové" ? e tutta ciccia!

  4. Beh, un artigiano-vignaiolo deve cercar di assecondare quello che Natura suggerisce. Non essendo assoggettato ai numeri fissi del mercato (ogni anno un tot. di questo, ogni anno un tot. di quest’altro) io penso di non fare il vino bianco, ma di fare un Igt Toscana rosso come un antico Chianti Classico (dato che il Chianti Classico non me lo fanno fare come Bettino Ricasoli aveva ideato) con il Sangiovese e il Trebbiano e la Malavasia e poi fare il Vin Santo, lasciando sulle piante l’uva bianca e vendemmiarla, appassita, a novembre… così risparmio anche il lavoro di appendere l’uva. Rischi? Pochi.

  5. Certp Paolo, forse sono queste le annate dove bisogna provare vini come ci piaciono con l’uva che c’è quest’anno…. per cui uscire dai schemi legali della DOCG per fare un igt molto vicino al "clima dell’annata" con troppa personalità per la DOCG? o forse non tanto per la DOCG ma per le commissioni di certo!!!!
    Il dliemma rimane poi il mercato….? e fin dove sei costretto al compromesso per campare,
    io non ho la risposta, posso solo provare e prendere più o meno rischi….

  6. Noi siamo troppo piccoli per un mercato, come inteso oggi, "globale". Talmente piccoli che l’unica chance per continuare la nostra passione è quella di fare vini espressioni del temperamento di chi lavora, delle vigne e del clima. Se il clima suggerisce determinati comportamenti, istinti, nella Natura e nell’uomo, chi se ne importa delle commissioni. Oggi a mio parere il marchio, il Gallo Nero nel Chianti Classico, rappresenta sopratutto un’identità di chi imbottiglia centinaia di migliaia di bottiglie, i quali sono costretti a seguire regole di mercato rigide e matematiche. L’importanza di questo marchio però non deve riguardare troppo i piccoli produttori, che devono invece possedere un’autenticità e una esclusività dei vini…. impagabile (come me con i miei vini, come te con i tuoi vini e come molti altri produttori che partecipano a questo Blog).

  7. chissà se quest’anno ”i poteri consortili e regionali” non ci concedono anche in deroga ,come tutti gli anni agli ultimi momenti ( vedi blocage,riduzioni di quantità x ha ,irrigazione di soccorso,) di utilizzare anche un po’ di malvasia bianca del chianti ….(a parte quella di Antoine che è ”speciale e già marmellatosa-marrone 🙂 )?lo so ..è solo un piccolo sogno nel cassetto! ma un pensiero lo farebbero sull’argomento?io credo che non vogliono neanche farselo passare dalla mente ..se questi sono governanti che riescono a dare soldi x impiantare e a ridarli x buttare via l’uva ancor verde ..”poeri noi”!!!

  8. ..dovreste mandarla anche al presidente e a tutti i consiglieri del CDA..ed in regione …io,solo personalmente, la manderei a chi fece la proposta di toglierlo il bianco ..visto che non sono nel consorzio ma”..solo .. utilizzatore della denominazione”ma non so chi fece tale proposta e chi la portò in consiglio ..ma se lo sapessi…..

  9. cosa farebbero di tanto ”abominevole” se dessero una deroga ,causa evento strordinario della siccità nel territorio del chianti classico per la sola ‘annata 2011 venga permesso l’uso del non più del 5% di uva prevalentemente malvasia bianca del chianti e trebbiano toscano ottenuta dai vigneti iscritti nella denominazione vinsanto del chianti classico?? cosa si farebbe di malenoi chiantigiani????

  10. La questione uve bianche è centrale nel Chianti Classico di qualità del futuro. Ben fanno Paolo e gli altri produttori a riportare in superficie la vecchia ricetta del Barone. Per adesso producendo un IGT da vigne vecchie, nel caso di Caparsa. E’ importante continuare a fare pressione, nell’ambito degli appassionati dei "vini che restano nel tempo", per ridare dignità e spazio a malvagia bianca e trebbiano toscano all’interno della DOCG Chianti Classico. Non è possibile che si debbano ancora tessere le lodi del merlot (quest’anno cotto e stracotto!!!) e continuare ad assistere allo scandaloso bando delle uve bianche… Time are changing!

  11. occorre una richiesta ”collettiva” di soci,utilizzatori e pechè no ..anche di tecnici ,commercianti-enotecari..ed appassionati..

  12. ..i prezzi ed il mercato ”tracollante” ci incoraggiano a richiedere un ritorno ..”al classico ed alla tradizione”…finchè tiravano i ”loro beveroni” ci potevano zittire era il mercato ed i prezzi che lo sostenevano tale sistema..ma adesso..”time are changing”!!

  13. Conosco molti enologi che vedono con gran gioia il ritorno delle uve bianche nel blend del Chianti Classico. E poi produttori, enotecari, ristoratori, operatori, giornalisti di valore, appassionati. E’ solo questione di tempo, la pressione mediatica e qualche passo concreto daranno i lori frutti… 🙂

  14. Ho inviato una e-mail al direttore, per chiedere la presa in considerazione di una deroga quest’anno. So benissimo che mi risponderà che non è possibile in quanto il disciplinare, e quindi la composizione del vino Chianti Classico, si può modificare solo dopo una ratifica dell’assemblea. Quindi, niente da fare in tempi brevi.
    Ma nonostante questo ritengo che una pressione, anche di persone solo appassionate, possa contribuire alla realizzazione di questo sogno. Quindi invito a scrivere, scrivere, scrivere…!

  15. ..ma non è una modifica al disciplinare ..è solo un ”accorgimento tecnico” visto la straordinarietà dell’evento siccitoso ..io la vedo così .. la leggerà domani..avevo da qualche parte anche quelle di qualche componente del cda ..non so se si possono diffondere su questo blog credo che ci sia la privacy??

  16. e sì è il direttore che fa tutto tra l’altro lo conosco ,ma giustamente anche lui dirà ”occorre sentire il consiglio”..e poi scusa ,ma cosa c’è di male dal pensare in modo diverso? a parte i ”richiami presidenziali”..:-) credo che anche tu eri in cda una volta?( forse mi sbaglio)..non so ..ma x quanto so …spesso le decisioni sono fatte alla maniera ”bulgara”..

  17. mah….su questo sito,

    http://winebloggers.wordpress.com/2011/09/05/vendemmia-2011-le-sensazioni-dal-chianti-classico/

    il nostro illustrissimo presidente, dice che va tutto bene che sara’ una grandissima annata migliore delle ultime……si pero’ parecchio merlot anche della sponda gaiolese a quanto mi risulta e gia’ una settimana che e’ stato vendemmiato, ditemi voi che bel merlot deve essere……e poi i consumatori non si devono incazzare se si pigliano per il culo……cosi’ ci si fa solo del male…ancora un s’e’ capito che a fare i bottegai non si arriva piu’ da nessuna parte….

  18. ci vogliono far fare come i…bottegai …sull’uscio.. con il ”merlot x…. i merli ” 🙂 scusami Paolo ma ”un Cianferoni” c’era ,mi sembra ,nel cda anni fa ..mi sbaglierò forse era il prof Cianferoni? ….pensa che oggi ,forse il direttore ha letto la tua e-mail..chissà quale ..la risposta ..?

  19. Si, mio padre era il Prof Cianferoni ed ha insegnato Economia e Politica Agraria alla Facoltà di Economia e Commercio di Firenze, ma non ha mai fatto parte del Cda del Consorzio Chianti Classico. E’ stato semmai nel Cda delle "Chiantigiane" moltissimi anni fa.

  20. Ho ricevuto una (gentile) rispota al sollecito che ho inoltrato al Direttore del Consorzio Chianti Classico, Giuseppe Liberatore, circa una possibile deroga per l’uso di qualche punto in percentuale di Malavasia Bianca e Trebbiano, vista l’andamento stagionale di quest’anno, come l’antica ricetta di Bettino Ricasoli prevedeva nel vino Chianti Classico. Come pensavo la risposta era più che logica, ma tengo a precisare come le opinioni in questa direzione, debbano essere espresse affinchè questo movimento di pensiero non rimanga sterile. Se son semi sani, cresceranno!. Ecco il testo:
    "Gentile Paolo,
    comprendo il disagio che le condizioni climatiche di questa estate stanno creando nei produttori del nostro Chianti Classico, ma purtroppo la proposta a cui tu fai cenno, non è perseguibile perché la composizione degli uvaggi, per legge, deve essere prevista dal disciplinare ed è possibile variarla solo attraverso una modifica appunto del disciplinare, che, essendo un decreto ministeriale richiede obbligatoriamente un iter particolare (delibera di Consiglio, delibera di Assemblea, presentazione la Comitato Nazionale Vini, parere positivo del Comitato stesso, approvazione ministeriale, pubblicazione in Gazzetta ufficiale).
    Non posso quindi al momento venire incontro alla tua richiesta.
    Ti saluto con cordialità
    Giuseppe Liberatore"

  21. possono bloccare (o sbloccare) la commercializzazione,possono ridurre(o aumentare) la quantità x ha…e possono non fare niente x migliorare la qualità in caso di eventi straordinari?..mi sembra strano ….forse il taglio con vino bianco ottenuto da vitigni autoctoni bianchi lo possano,anzi,lo possiamo fare????

  22. Sapete che vi dico ? Volete mettere un po’ di bianco nel vostro vino ? Fatelo ! L’importante è che rientri nei parametri del disciplinare. Non è affatto difficile.(no?) Ma se cercate approvazione formale scordatevelo !! Non è possibile.Questo sarebbe quello che anche "loro" vi direbbero "a microfoni spenti", hanno le mani legate. Non esiste la discrezionalità che ventilate.
    Non decidono nulla, devono applicare quello che la legge impone…ma non possono impedire quello che non può essere verificato.E’ così che la legge funziona.Pensateci.Aggiungete pure un po’ di uva bianca, ma non ditelo…troppo forte.(almeno fatelo prima approvare in commissione…)

  23. però sull’abbassamento delle rese x ha hanno fatto presto a modificare e ”restringere’.. . comunque personalmente non sono daccordo le commissioni devono essere giuste preparate e severe invece basta con i disciplinari da ”mani legate”e ”repressivi”!

  24. Questo è un libero dibattito, ognuno la pensa come vuole. Da parte mia ritengo che rispettare le regole sia meglio che fare i furbini, antica abitudine degli italiani. Sicuramente un po di vino che produrrò quest’anno sarà con il 95% Sangiovese e 5% di Malvasia e Trebbiano: IGT Toscana e non certo Chianti Classico. La composizione dichiarata è importante per la commercializzazione e per discutere serenamente con tutti, enologi, appassionati, amici, circa le qualità ottenibili con l’utilizzo dei vitigni bianchi col Sangiovese alla Bettino Ricasoli.

  25. La reintroduzione dei vitigni bianchi nel Chianti Classico non può non sottrarsi ad un iter di approvazione lungo, complicato e che diventa anche, secondo me visto altre priorità, marginale anche se condivisibile. E’ stato veramente da miopi eliminarlo in prima istanza dal disciplinare, anche solo in nome di una memoria storica, come più volte ho sostenuto. Per quanto riguarda il rispetto delle regole sono più che d’accordo, ma talvolta occorre anche sapere contestare mettendo in risalto gli aspetti palesemente paradossali, tipo che va benissimo produrre un Chianti Classico con esempio chenessò il 20% di Gamay, vigno autorizzato purchè coltivato nel comprensorio, ma non con l’1% di Malvasia bianca.E pensare che quando si parla di Chianti Classico ci si riempie la bocca di parole come..tradizione, bla ,bla, bla……
    Bella la frase di Pirandello che hai scelto, molto signiicativa.

  26. il chianti classico,QUELLO VERO,secondo me chiaramente, si fa in campo,in cantina e alle commissioni vere,serie e preparate..”l’ardua sentenza”..quindi un classico con il gamay,ad esempio, ..dovrebbe non ESSERE VERO .e non dovrebbe passare mai….scusa gentilissimo Cristiano CASTAGNO..quali sarebbero le altre priorità al momento?…altre restrizioni o esasperazioni contro i chiantigiani?..siamo quasi arrivati ”ALLA PARITA’ CON IL CHIANTI” ..SUL PREZZO .MA NOI DOBBIAMO PRODURRE MENO X HA! ” grazie disciplinare e ”disciplinatori”..

  27. Caro Mario, è proprio un paradosso l’esempio del Chianti Classico al gamay, perfettamente lecito ma non con la malvasia bianca : concordo con te al 100% , ma così è ! Le priorità quali sarebbero ? Per me sarebbero, ma è un’opinione del tutto personale intendiamoci, riuscire a rendere distinguibili i Chianti Classico prodotti ed imbottigliati dai viticoltori da quelli invece acquistati (estorti in certi casi) sul mercato dello sfuso ed imbottigliati a prezzi molto inferiori a quelli di costo e che di conseguenza fanno una concorrenza sleale ai primi, ma entrambi uguali agli occhi dei potenziali acquirenti se non dotati di un forte marchio aziendale : il mercantile ed il territoriale sono cose diverse , entrambe lecite ma che vanno rese assolutamente distinguibili ! Poi ci sarebbe la questione, in qualche modo collegata, delle sottozone da valorizzare in etichetta. Basta ? Cosa ne pensi ?

  28. …sicuramente hai toccato 2 argomenti importanti ,ma per quanto ne so sono forse più di carattere legislativo ”nazional comunitario” ,specie il primo..”il famoso problema D’ORIGINE”.Il secondo sulle sottozone,giustamente collegate al primo la vedo un po’ troppo tirata…prima il vino ”cambiava, e comunque era diverso, da PODERE A PODERE” pensiamo un po’…da quante sottozone ci sono ,o meglio sicuramente c’erano,..nel chianti classico..

  29. In Francia la differenza tra récoltant e négociant viene chiaramente contrassegnato sulle teste delle capsule, perchè non farlo in Italia ? Questo potrebbe risultare utile al consumatore, ovviamente oltre ai produttori, in vini come il Chianti Classico che hanno un’anima bifronte mercantile e territoriale, due cose molto diverse, diversi i costi di produzione, diversa la tracciabilità, ma entrambi attualmente assolutamente indistinguibili: in questo modo il marchio del Gallo Nero riacquisterebbe credibilità e forza.

  30. giusto!..almeno giustificherebbe i 2 euro x bottiglia della promozione di una nota casa vinicola del chianti classico che c’è in questi giorni all’esselunga ……poeri noi

  31. Ciao Paolo ,anche da noi un tempo un po’ di trbbiano modenese, con grappolop più piccolo del vostro e "leggermente" spargolo,,veniva unito al Lambrusco,per dargli più complessità…..qui in super pianura la calura si è fatta sentire,e il bianco-Sauvignon- l’ho vendemmiato il 14 di agosto -acidità 7.5 g/l babo 21 e Ph 3.2-
    Ora ha finito di fermentare e riposa in una vasca di cemento.
    Le uve sono belle ma ho paura a passare con il refrattometro in vigna…vorrà dire che farò un lambro da14% 🙂 e un rosso fermo da 15 e passa ,non vedo l’ora!!
    Buona Vendemmia !Hai già finito?
    ciao Gian Paolo

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