Affollamenti di eventi vinosi

Sarà che con le nuove tecnologie tutte l’informazioni le riceviamo con la forza di una cascata, sarà che in tempo di crisi ognuno inventa un evento esclusivo, imperdibile, necessario, sarà stanchezza ma il flusso di eventi legati al vino è davvero enorme. Alla faccia dello “Slow”, tutto mi sembra accellerato: occorre confermare, occorre prenotare, occorre viaggiare, occorre pagare, occorre partecipare, occorre scegliere, occorre organizzare la logistica e i figli ma sopratutto occorre affrontare la moglie che deve rimanere a casa con i figli…

Io mi sto perdendo, davvero. Comunque, a quanto ho capito e se non sbaglio, questo è il calendario che mi riguarda nei prossimi giorni:

Partecipazione Lunedì prossimo alla Stazione Leopolda per Anteprima Chianti Classico, in serata cena al Ristorante da Burde per l’evento “Guelfi contro Ghibellini” organizzata da Enoclub Siena, il giorno dopo altra cena organizzata dal Consorzio al Ristorante Cammillo con i giornalisti, il giorno dopo altra giornata piena alla Stazione Leopolda; poi ci sarà l’evento Terre di Toscana a Lido di Camaiore l’11 e il 12 Marzo…

Insomma per me un tour de force, abituato a stare a casa a potare, a piegare, a travasare, a risolvere burocrazia, ma anche a far degustazioni qui a Caparsa… chissà se resisterò quest’anno. Una cosa è certa però: al Vinitaly non ci vado!

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6 pensieri riguardo “Affollamenti di eventi vinosi”

  1. Cit. "…ma sopratutto occorre affrontare la moglie che deve rimanere a casa con i figli…"

    Ecco hai centrato il problema Paolo…quella è lacosa più dura di tutte!! 🙂 🙂 😉

    Ciao e buon lavoro!!

  2. e pensare che tanti anni fa ..chi voleva il vino ,l’olio ti raggiungeva; venivano anche personaggi un po’ particolari tipo ”mediatori”,ma non c’erano ”eventi”o almeno erano rari ed unici..l’agricoltusa era povera direi non meno di ora.,adesso invece devi pagargli anche il ”desinare”…(non solo hai compratori..ma a ”tutta la corte ”!)

  3. Le aziende che hanno molte centinaia di migliaia o più di bottiglie da vendere, solitamente hanno un(a) dipendente che è sempre in viaggio, tra cene e eventi, in Italia e all’estero e si spendono molti soldi per mantenere questa figura ma sopratutto per foraggiare il sistema a volte parassitario. Il limite tra avere un PR (Pubbliche Relazioni) o nessuno, dipende dalle fasce della quantità di produzione e commercializzazione. Il sistema però è diventato così affollato e così dispersivo che forse il gioco non vale più la candela. Con la crisi attuale penso che i costi per i PR diventino così onerosi, che molte aziende medie cominceranno a rinunciare a qualcosa, presentandosi così di persona e scegliendo meglio e con cura dove e quando partecipare. Il lato positivo è che questa situazione potrebbe portare un’innalzamento della qualità degli eventi, che davvero sono tantissimi se non addirittura troppi.

  4. Be faccio il solito bastian contrario, ma il business delle fiere ormai è un business in se, e quello è davvero "globale" anche se le sigle vengono ripetute, Vinitaly dalla florida a shanghai a verona, Biofach da nurnberg a saa paolo etc etc tutti i giorni proposte…. Dubai, vietnam, parigi, napoli, bari, strassbourg…..
    Io non credo che chi guadagna ad organizzarli, abbandoni cosi facilmente il filone… e noi pecore invece di essere forragiate li forrageremo.

    La salvezza sarebbe ritrovare l’importatore di 20 anni fa che era lui entusiasta di averti trovato e ci pensava lui a fare la pubblicità per i prodotti che aveva scelto….. ma è diventato cosi raro, anche se forse ogni tanto si sente il venticello che gira! (bisogna pure finire con un po di speranza!)

  5. resta il fatto che di vino …ce ne è troppo in giro!!! io ,personalmente ,ce l’ho con chi ha”programmato il tutto”…”la politica dei diritti ” ha sbarrocciato!

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