Se viene la grandine è come se…

Per noi agricoltori vignaioli la grandine è una sciagura. Non esiste un risarcimento adeguato, nemmeno se si è assicurati. Per questo non sono assicurato.

Ieri mi è giunta notizia di alcune grandinate avvenute nei giorni scorsi nel Nord Italia. Nel cuore ho chi ha ricevuto questo evento nefasto.

Dopo tanta fatica, dopo tanto tribolare, dopo tante bestemmie per avere un’uva bellina, se viene la grandine in quel momento è come se…

muore un proprio caro,

ci si spezza non una gamba ma tutte due,

ci crolla la casa per il terremoto,

ci sparano addosso,

 lo Stato Italiano va in bancarotta,

 i figli si drogano,

ci diagnosticano l’AIDS.

Poi però si va avanti lo stesso e si fa il meglio possibile per salvare il salvabile. Resta solo la consapevolezza che gli altri non potranno mai capire cosa si prova quando la grandine arriva sui nostri vigneti.

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7 pensieri riguardo “Se viene la grandine è come se…”

  1. vero Paolo, anche se non ho coltivato niente se non dei fiori in giardino, posso tentare ( dico tentare ) di capire il dolore e la frustrazione di un simile evento. Perché abbiamo inventato tante cose, ma la natura se ne frega, lei ha il suo corso se vuoi avere un altro raccolto devi aspettare tutto il ciclo. La natura è sovrana crea meravigliosamente e distrugge velocemente. I sovrani sono così ! Incrociamo le dita !!!!!!!!!!!!!

  2. sabato scorso questa calamità ha colpito la mia zona, le vigne, compresa la mia hanno perso il fogliame e i grappoli appesi maciullati dalla furia della grandine straziano il cuore.
    Inoltre ho i pannelli solari termici sulla casa tritati e l’orto è una tabula rasa.
    Sono rientrato dalle ferie solo ieri sera e anche se già sapevo dell’accaduto lo sconforto è stato grande.
    Ora però occorre pensare al futuro, e chiedo se qualcuno ha nozioni su come è meglio comportarsi per evitare troppo stress alle piante. Ovvero, è meglio togliere i grappoli ed eseguire una potatura sui tralci più compromessi o non ne vale la pena e si rimanda tutto alla potatura annuale che io normalmente faccio in febbraio?

  3. Per mia esperienza converrà fare un trattamento col solfato di rame per disinfettare le ferite. E’ importante farlo altrimenti rischi di vedere seccare le piante il prossimo anno. Poi lascia tutto, torna in vacanza (se puoi), e lascia trascorrere il tempo della natura. Probabilmente potrai raccogliere qualcosa. Pensa che quel poco che raccoglierai sarà sempre meglio di quanto si possa immaginare, poichè ogni essere vivente, animale o vegetale, reagisce alle sciagure esprimendo cose impensabili. A me è accaduta col 2003 ed oggi a distanza di 9 anni è considerato un vino di eccellenza: 50 Hl di produzione su 4 Ha.
    In potatura i tralci si riveleranno come cristalli, occorrerà potare corto… ma questo penso che lo saprai fare di conseguenza. Un caro augurio Paolo.

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