Riconoscimenti

Torno dopo i miei quattro giorni di vacanza estivi e scopro di aver avuto inattesi riconoscimenti. Una comunicazione di Slow Food, mi indica di aver ricevuto la Chiocciola (per la cantina e il modus operandi) e “Vino Slow” (il vino del cuore) per il Chianti Classico “Caparsino 2008 Riserva”. In effetti il Caparsino 2008 Riserva mi piace molto, sopratutto per motivi che al di la del gusto offre. Infatti, bevendolo, si raggiunge rapidamente una stato di finezza mentale, come pochi vini con cui ho avuto a che fare. E’ quindi l’essenza del vino stesso, potrei dire l’anima del vino, che mi convince anche a me. Per farlo ho dovuto scartare tanto vino, ho dormito poco pensando e ripensando e ho fatto cambiamenti di virgole fin poco prima dell’imbottigliamento di 5.333 bottiglie. Mi scuso se mi sono lasciato andare, ma ogni tanto quando ci vuole ci vuole… 😉

Quest’anno c’è nella guida Slow Wine la novità dello sconto del 10% sui vini di molti produttori, semplicemente presentando la guida al momento dell’acquisto in azienda o in vendita diretta, che accompagna il cambiamento che stiamo tutti noi piccoli assistendo: gli eno-appassionati hanno sempre più la voglia e la possibilità di “vivere” le realtà dell’ambiente, dei vigneti, degli uomini e del vino a differenza di soli pochi anni fa dove l’acquisto era spesso scaturito da giudizi svincolati dai contesti produttivi, giudizi provenienti solo da degustazioni di giornalisti o “esperti”. Grazie allora, un grande grazie per i suggerimenti della guida Slow Wine 2013.

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5 pensieri riguardo “Riconoscimenti”

  1. Certamente! Tra l’altro oggi è uscito su SlowWine le motivazioni per cui il Chianti Classico ha ricevuto una così grande attenzione:
    http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1180
    Io ho postato questo:
    Ringraziando per i riconoscimenti, vorrei dire due parole sui "Monti del Chianti", dove appunto si produce il vino Chianti Classico Docg e altri vini importantissimi. Questi monti, che si distendono tra Firenze e Siena e che hanno conosciuto tempi di abbandono e di crisi ma anche alcuni anni di prosperità sono finalmente il centro di una attenzione che mi rende felice. Tanti stranieri si fanno il giro del mondo per visitarli i Monti del Chianti e sopratutto apprezzano e vogliono conoscere sempre più i vini, le persone e le vigne di questo territorio. Perchè allora in Italia fino ad oggi il vino espressione di questo territorio non ha ricevuto mai un’attenzione così forte? Forse per invidia, oppure perchè, diciamola tutta, c’è molta confusione tra vino Chianti e vino Chianti Classico: molti consumatori ancora non riescono a identificare il vino prodotto nei Monti del Chianti, lo chiamano semplicemente "Chianti".
    Nella lista di SlowWine ci sono così tanti produttori dei Monti, ma altrettanti potrebbero esserci. Ormai spontaneamente quasi tutti, quelli piccoli, convertiti al biologico e/o al biodinamico, come pochi territori vinicoli nel mondo possono vantare. Questo è un valore aggiunto ancora non troppo considerato, ma che in futuro farà la differenza. Perchè qualità significa salubrità, anche ambientale.

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