I circuiti economici e politici del vino

Sono sempre stato indipendente nel pensiero, nel lavoro e nel mercato. Mi rendo conto però che esistono veri e propri circuiti economici che si sovrappongono a quelli politici, circuiti di destra, di sinistra, di centro, religioso, dove gli affari appunto ruotano paralleli alla politica. Chi cerca di vendere il vino, oppure ha bisogno di finanziarsi, oppure ha bisogno di assistenza, solitamente si rivolge sempre alle stesse persone che nei territori in qualche modo gestiscono anche la politica. Mi salta in mente il sistema Siena, oppure Lega Nord al Nord, come esempio.

Lecito, naturalmente. E anche democratico.

Però qualcuno può perdere la testa infilandosi e sbandierando ideologie politiche che nulla hanno a che vedere col vino, per rimanere nel vortice economico e politico del proprio circuito.

 

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3 pensieri riguardo “I circuiti economici e politici del vino”

  1. Ciao Paolo, non sono sicuro di averti ben capito. Tu credi che per vendere devi esprimerti in funzione delle idee dei clienti?
    Siccome nella (mia) vita ho dovuto "rinunciare" a diverse convinzioni davanti all’evidenza di certi studi scientifici…. il più clamoroso (per me) che la qualità di un vino è relativamente poco importante, è importante invece dare quante più informazioni positive al consumatore PRIMA che lo assaggi….
    Per il cui il concetto "il vino parla per se" è un errore commeriale grande come una montagna!

    Ora io ero convinto che "noi piccoli" vendiamo anche una personalità, un modo di essere, se guardo i clienti credo che siano di tutte le tendenze politiche, questo non mi impedisce di dialogare ed esprimermi…. ma se ora vieni a dirmi che è necessario stare zitto o fare il segna vento in rapporto al’interlocutore cliente, vado subito in pensione sarà meglio!

  2. Caro Antoine, io ti do ragione quando dici che il nostro vino, sopratutto quello dei piccoli produttori è complemento anche del nostro essere, del modo di vivere e delle nostre convinzioni.
    Il post cercava di esternizzare una riflessione che partiva da una esternazione di un produttore di vino che nelle sua bacheca FB ha offeso gratuitamente la ministra Kyenge, creando scompiglio tra molti suoi fan, che a questo punto si chiedono se continuare a comprerare oppure no il suo vino. A mio parere era meglio se stava zitto e si teneva per se quanto scritto, a meno che non lo abbia fatto per motivi che ho cercato di trovare con questo post.
    Leggi l’articolo su intravino:
    http://www.intravino.com/grande-notizia/il-suicidio-social-mediatico-di-fulvio-bressan-tra-razzismo-boicottaggio-e-gogna-allitaliana/

  3. Ho capito….
    rimango sempre sciocato davanti al razzismo…. ed ultimamente c’è da avere la nausea, vedendo da chi viene fuori.

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