Da regime sanzionatorio a regime collaborativo

Forse la mia è una riflessione visionaria che non proviene da problemi contingenti ma è il risultato delle mie osservazioni. Provo ad esporla, perché davvero mi piacerebbe sentire più opinioni.

Le piccole imprese, gli artigiani, il tessuto economico flessibile e virtuoso di cui è ricca l’Italia, miniera di sapienza e inventiva, lo zoccolo duro dell’Italia, ha una spada di Damocle: la difficile conoscenza di tutte le norme legislative. Questa spada che pende pronta a colpire, spesso in modo iniquo, spesso solo per far funzionare apparati repressivi, non fa altro che ostacolare il lavoro di tante piccole attività. A mio avviso il regime sanzionatorio attuale ha costi superiori ai benefici per la collettività, sia per le macchinose o lente procedure, sia per i ricorsi o semplicemente per l’impostazione depressiva e non certo virtuosa.

Non è possibile continuare ad applicare le stesse norme per chi ha un’impresa con pochi dipendenti e chi invece ha centinaia se non migliaia di dipendenti.
Le imprese familiari sopratutto sono penalizzate dalla giungla di norme che obiettivamente è difficile conoscerle tutte, poiché pochi individui non possono coprire tutto.

La mia proposta è quella di passare da un regime sanzionatorio a un regime collaborativo, nel senso che quando si fanno i controlli, per lo meno al primo, non si applichi la sanzione ma una forma di aiuto collaborativo per migliorare l’impresa inadempiente.
Una specie di piano di rientro, dove la piccola impresa si impegna a risolvere l’inadeguatezza in un arco di tempo, seguita e aiutata da quegli stessi enti che conoscono quella norma. Enti che invece di sostenersi in qualche modo dalle sanzioni, si sosterrebbero attraverso il circolo virtuoso economico del miglioramento funzionale della piccola impresa italiana.

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2 pensieri riguardo “Da regime sanzionatorio a regime collaborativo”

  1. Ci pensavo 10 giorni fa, di ritorno da una settimana in Svizzera a consegnare del vino, ho passeggiato in vari mercatini, ed ero stupito di vedere banchini di liquori fatti in casa con etichetta fatta a mano, torte fatte in casa, dolci fatti in casa artigianato semplice bambole di pezza o di maglia etc, e ho chiesto quali erano le condizion per partecipare. Basta avere un numero fiscale, le leggi sulla sanità ci sono e fino a prova contraria che vende le segue, e poi denuncia il guadagno per pagarci le tasse.
    Con il vantaggio di poter guadagnare qualcosa per piccoli imprenditori anche occasionali, e vantaggio per lo stato di avere più persone attive che pagano le tasse.
    La malatia dello stato italico di non fidarsi ap rpiori di nessuno, ammazza la piccola impresa e daneggia lo stato stesso. Ma ci arriveranno tra 10 secoli!

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