La Tana degli Orsi, ristorante

 Solitamente non faccio recensioni ai ristoranti, ma questa volta faccio un’eccezione. Infatti mi è capitato di trascorrere una serata, il 20 di Dicembre, alla Tana degli Orsi, insieme a Roberto Bianchi (Val delle Corti) e Michele Braganti (Monteraponi) a cercar di spiegare il territorio di Radda e i nostri vini: quarantatre avventori hanno goduto dei nostri vini…(spero!). Ho potuto constatare come i più grandi vignaioli italiani e esteri siano passati da qui… e questo mi ha onorato tanto.

Nel cuore del Casentno, a Pratovecchio operano quindi Caterina e Simone, con la passione e il cuore dei grandi. Per arrivarci, la strada è sicuramente impervia, ma una volta giunti, si dimentica presto le quasi due ore che ci vogliono da Firenze o da Radda. L’unico problema è che si mangiae e si BEVE talmente bene che il ritorno è un piccolo problema. Occorre organizzarsi, chi guida non beve, oppure si può pernottare con facilità a modici prezzi.

Un commento tratto da TripAdisor che sposo pienamente: La Tana degli Orsi, un indirizzo sicuro se si vuole mangiare e bere bene. Simone in cucina propone piatti del territorio che utilizzano le prelibatezze locali, il più possibile a km 0, rivisitandole in maniera originale. Caterina in sala unisce la cortesia alla competenze nell’abbinamento della notevole carta dei vini…

 

 

(Visited 38 times, 1 visits today)

10 pensieri riguardo “La Tana degli Orsi, ristorante”

  1. In effetti è vero, sono così modesti che in internet non hanno praticamente nulla, solo elogi. Tra l’altro non hanno nemmeno un sito. Caterina poi mi ha detto che ha avuto la perdita di tutti i dati del computer compreso le mail list… e ancora dopo mesi non ha avuto tempo per dedicarsi. Insomma, da ammirare questa lontananza da questa tecnologia internettiana.
    La domanada sorge spontanea: non sarà che sono bravi anche perchè sono sufficientemente staccati da questo mondo? 🙂

  2. Devo ammettere che non conosco i prezzi medi, ma mi è sembrato che siano più che nella norma. Certo che se uno comincia a bere vini di alta gamma, le cose cambiano…
    ma anche per quello so per certo che i ricarichi sono ottimi, proprio per far "girare" i vini, altrimenti rimangono lì. Questa è una politica che andrebbe diffusa. I ristoratori devono smettere di ricaricare il vino del cento, centocinquanta e più per cento, altrimenti la gente beve solo acqua.

  3. …. gli sfusi o vini della casa a 8 euro/litro (l’avranno pagato 1,50 al litro?)…bottiglie a non meno di dieci -dodici(le avranno pagate 3 euro ?)…se le hanno pagate…(se l’ordine e l’acquisto è ”recente” di 3-4 mesi…sicuramente non sono state ”onorate”..)…così va il mondo di certa ristorazione attuale?

  4. Il virus Nossiter é arrivato anche qui…io la mia soluzione ce l’ho, dove mi sembra che ricarichino eccessivamente i vini non ci vado o bevo acqua e non ci torno, ma non mi sembra il caso della Tana.

  5. Gentile Alessandro, non credo che Mario si rifersca con le sue parole alla Tana degli Orsi, credo piuttosto che si riferisca ai troppi ristoranti che cercano profitti spropositati sul vino per poi, alla fine, non venderli.

  6. …confermo che si tratta di dubbi ed piccole esperienze in ristoranti …specie fiorentini e senesi …la tana non credo che lo faccia e non la conoscevo ….comunque,sempre in generale , li vendano lo stesso…meno ma vendono…quale turista domenicale o visitatore straniero non assaggia un piatto tipico toscano(BISTECCA RIBOLLITA,PEPOSO ECC) senza accompagnarlo anche ”con un misero quartino di rosso” da 3-4 euro??? Certamente se ci fosse meno ricarico dal quartino si passerebbe subito al mezzo o al litro …o alla bottiglia ”prodotta ed imbottigliata all’origine”..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *