Acqua e Vino

In questi giorni di caldo torrido, lavorando sotto il sole cocente, per alleviare la fatica e trovare la forza necessaria a proseguire, ricorro ai vecchi insegnamenti dei contadini: quello di mescolare l’acqua col vino nel fiasco, portarlo nel luogo di lavoro tenendolo in un fosso fresco e ogni tanto attingere a questa bevanda.

Qualcuno sgranerà due occhi così, ma provate per credere. L’acqua e il vino è una potente bevanda dissetante, altro che coca cola o bibite varie. Idratante, senza zuccheri, rilascia una giusta quantità di energia e rinvigorisce le forze aumentando la lucidità mentale.

Antiche saggezze.

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14 pensieri riguardo “Acqua e Vino”

  1. il famoso "Acquerello" ( gli operai in campo hanno raccontato che lo facevano con gli strettistretti e con l’acqua… per non buttare via nulla )

  2. Azzardo nel dire che vuole un vino un po’ diverso per fargli "reggere"l’acqua: più acidità , tannino più ruspante. A me personalmente piace vino e acqua, magari anche con un po’ di carbonica residua (idealmente da "governo", ma anche dall’acqua gassata…). Ora picchiatemi pure 🙂

  3. Hai ragione Cristiano, da noi per dissetarsi usavano un vino fatto con uve Albana (bianco), che ha il difetto di avere una maturità molto disforme anche all’interno della stessa pianta (ci sono grappoli verdissimi e quelli giallo-oro).
    Si passava prima a raccogliere quelli verdi che davano un vino con 10/11 gradi con acidità uguale al grado (più o meno); veniva fatta macerare un paio di gg, tanto la buccia verde cedeva pochissimo colore, ma l’Albana essendo un vitigno bianco ma che dà un vino tannico, si prestava benissimo per questo uso.
    Il sistema migliore per mantener fresca questa bevanda era/è metterla un un bidone pieno di acqua proveniente dal pozzo (a 14/15 T°) e riporlo all’ombra…il problema è che con ‘sti caldi qui se ne seccavano parecchi di bottiglioni da 2 litri… 🙂
    PS
    Quando veniva raccolta poi l’uva gialla matura, si ottenevano (oggi ancor di più) cose che superavano i 16 ° alcolici svolgibili; generalmente a fine fermentazione, rimanevano degli zuccheri da svolgere e poi imbottigliando il vino subito a primavera, si aveva la rifermentazione naturale in bottiglia.
    Scusate l’OT…tradizione romagnola…

  4. Davvero interessanti questi commenti. Qui in Chianti ricordo chiaramente come veniva fatto "L’acquarello".
    Una tradizione scomparsa, ma rivisitando il tutto lo si potrebbe riproporre in versione… commerciale e concorrenziale al prosecco… Fantasie?

  5. Ahhhhh….. me lo hai tenuto nascosto mentre cuocevamo insieme sotto il sole!!!?
    La prossima volta ti terrò d’occhio!

    O sempre sentito parlare di acquerello e della festa che lo accompagnava (bambini compresi) ma non ho mai avuto occasione di assaggiarlo, e dubito che adesso possa colmare questa lacuna.
    Son sempre stato restio a mescolare acqua con vino, ma allo stesso tempo perchè non provare? Perchè chiudersi in rigidi assiomi? Perchè non concedere una possibilità a questa bevanda per mostrare di cosa è capace?
    Mentre penso a tutto questo, mi guardo: il sole cocente è fuori mentre io son ripiegato su un tavolo davanti ad un computer… e mi chiedo… "che cosa succederebbe qua allo studio se ad un tratto tirassi fuori un fiasco di vino annacquato ne bevessi un pò?".
    Ognuno ne può trarre le proprie conclusioni, io mi ripeto spesso che ogni tanto qualche bella giornata di fatica all’aria aperta è un toccasana, e non solo per assurgere acqua e vino, e per questo son sempre grato a Paolo quando me ne da la possibilità.
    Un caro saluto
    Lorenzo

  6. L’ acquerello. In casa dei suoceri di mio fratello era bevanda comune di tutti i giorni fino alla primavera successiva alla vendemmia . E che bello e buono andare ad attingerlo dall’ orcio di terracotta . Cavolo come lo riberrei volentieri…
    Poi una riflessione sul vino . Vi dice niente che il vino che si beve ( beveva ) poteva essere : annacquato o pretto ?
    Credo che l’ acqua nel vino sia stata la normalità fino a qualche anno addietro. Il vino pretto , due diti a fine pasto
    Prosit

  7. Peccato che fare l’acquerello sia considerato a tutti gli effetti una frode e pertanto severamente vietato dalla legge (anche se per casa si può ovviamente fare.)

  8. Ieri degli Sloveni mi dicevano che in Slovenia c’è un detto che dice presso a poco così: "Nell’acqua si aggiunge il vino, il vino non si annacqua" (altrimenti il vino si sciupa).
    Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, secondo come si vuol vedere!…

  9. AHHH bono l’acquerello fatto con le vinacce strette messe a rifermentare con l’acqua… ero piccino e il mio nonno lo faceva dentro lo ziro di terracotta… e poi si toglieva lo zipolo e si attingeva nel fiasco! Ce l’ho sempre lo ziro, solo che ora c’è un vaso di fiori sopra!

  10. l’acquerello .. il vino della chioccia ..tutte tradizioni che ci hanno fatto perdere ne parleremo al nuovo presidente eletto 🙂

  11. Anch’io sono tornato ad allungarlo con l’acqua, frizzante fresca. Vino e acqua. 😉 Vero Paolo, affatto male!

    Ciao,
    Alessandro Zingoni

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