Sono felice!

 Che splendida primavera! Qui a Radda in Chianti la primavera è così bella, luminosa, calda di giorno e fresca di notte che le viti sono talmente contente che, sono sicuro, faranno un prodotto eccezionale. A Radda in Chianti le vigne si distendono tra i 450 e i 550 metri di altezza; quando le primavere sono precoci la “messa” delle viti è uniforme e le differenze di vegetazione tra vigne in zone più calde e vigne nelle nostre zone non è apprezzabile; nelle primavere piovose e fredde le differenze possono essere anche di due o più settimane, sopratutto qui a Caparsa. Quando il Sangiovese a Radda in Chianti inizia bene, i vini diventano eccezionali, fini, giusti d’alcool e struttura. Quest’anno poi la siccità, se dovesse venire, non sarà un problema, talmente tanta acqua è venuta nel 2010!

Insomma, sono felice, perchè io sono felice quando le viti, le mie bambine, sono felici!

(Visited 155 times, 1 visits today)

23 pensieri riguardo “Sono felice!”

  1. Un bell’atto d’amore, Paolo. Ecco perchè noi ti amiamo, questa serena gratitudine per la natura (madre/matrigna, a seconda dei casi) si ritrova nel vino
    Ci vediamo domani, ciao! 🙂

  2. in bocca al lupo a tutti i Vignaioli!!
    w la primavera ….
    ps Paolo hai gia anche lavorato sotto le viti?! sei avanti 🙂 !

  3. Sono contento anche per la tempestività dei lavori. Nei giorni precedente Vinitaly e durante (non sono andato aklla fiera), con 10 ore al giorno sul trattore ho lavorato a "levare" la terra sotto la fila con A.Spedo (con dischiera a due dischi) e poi subito dopo ho lavorato a "rimettere" la terra sotto la fila. Non mi resta ora che passare a trinciare nel mezzo dei filari (vedi foto).
    Vorrei fare una considerazione: tutti i lavori vanno fatti al tempo giusto, come una musica: se si sbaglia nota si stona! E’ per questo che fare il vignaiolo il risultato (il vino) può essere un’opera d’arte come la pittura o la musica, appunto. Il problema è che per vendere a volte si stona… e si perde l’attimo giusto.

  4. Quotone al 100%!
    La cosa che mi fa più arrabbiare di tutte è che la maggior parte di ristoratori, enotecari etc. non capiscono il valore di questo tipo di opere d’arte, e pretendono di averle senza pagare o pagare a scadenze interminabili……..anzi loro addirittura magari pensano nella loro testa bacata di farti un piacere ad acquistarti il vino…così va nelle loro "vetrine"…..

    Cosa intendi Paolo per vini "giusti di alcol"?

  5. Occorre che i produttori non si calino le mutande. E’ sufficiente questo.
    Giusto di alcool, perchè negli ultimi anni, sia per condizioni climatiche sia per i nuovi cloni, l’alcool arriva troppo alto (14,5 o più)…

  6. …come?in tutti questi anni passati ,mi sembrava che era una gara x fare vini ..sempre più alcolici ..importanti….li chiamavano-chiamano..”da meditazione”( x me imbevibili )”avete” messo al bando anche i vitigni bianchi autoctoni( dico ”avete” rivolgendomi a chi era favorevole in maggioranza o con il capo ”chinato” in assemblea nel lontano ..2000 o 2001..non ricordo bene ..io allora non ”esistevo”)… ricordo ” vagamente il chianti 2000”forse si è meglio essere in festa.. starà x sbocciare ancora ”una nuova primavera?”[non è una polemica ma solo una speranza]

  7. La mia speranza è quella di ritrovare nel Chianti Classico anche espressioni storiche in cui sopratutto la Malvasia Bianca abbia un ruolo (in misura minore il trebbiano) con il Sangiovese.
    In pratica le selezioni dei cloni del Chianti Classico 2000 a cui te accenni si rivolgono a cloni di Sangiovese che maturando una settimana dieci giorni prima e più rispetto al passato assicurano maturazioni polifenoliche più rotonde, ma spesso con aumenti di alcool troppo marcati. Occorre dire che fin dagli anni ’70 c’era il problema opposto, cioè che le maturazioni del sangiovese non erano ottimali e l’alcool era fin troppo basso (mediamente, naturalmente). Ora con i nuovi impianti dei nuovi cloni e le alte densità per ettaro si può incorrere nel rischio di produrre vini molto alcolici, perdendo una finezza complessiva.
    Ma queste sono solo mie considerazioni.

  8. Nelle considerazioni sull’aumento dell’acool, vorrei infilare questa considerazione. Nel 80 il 13 di settembre è nato il mio primo figlio, ed io portavo in maternità "proviste" di more belle mature cicciotte, non so se avete fatto caso ma le more ora al 15 agosto sono mature….
    Per cui non sono convinto che è la selezione del sangiovese ad aver anticipato la maturazione… le more non le ha selezionato nessuno eppure…!!!

  9. ..è pure vero…raccogliamo le olive in maturazione ..”anche in mezze maniche” e” sposto le cassette raccolte all’ombra perchè sono calde”..

  10. Sicuramente i cambiamenti climatici sono alla base del generale aumento dell’alcool, ma sicuramente c’è anche lo zampino dei nuovi cloni e le forme di allevamento ad alta densità, oltre naturalmente al crescente impegno a produrre qualità.

  11. L’argomento delle nuove selezione clonali di Sangiovese mi sta particolarmente a cuore.
    I miei impianti più vecchi sono stati fatti ancora con i "vetusti" R24 e SG12T (quest’ultimo troppo produttivo, tanto che per fare un po’ di qualità occorre staccarne all’invaiatura circa i 2 terzi). Invece gli ultimi che ho fatto sono una specie di campo sperimentale (VCR 5,6,23,102; poi F9 e i vari Fedit); dalle mie esperienze di vinificazione separata delle varie parcelle devo dire che il VCR 102 e il Fedit 20 mi hanno garantito un risultato costante in tutti questi anni con un equilibrio discreto di tannini (non troppo tondi nè troppo astringenti) con la piccola pecca dell’acidità leggermente più bassa. L’R24 e l’SG12 sarebbero perfetti per le attuali "tendenze" (meno colore, più acidità che tra l’altro è stabile e non precipita, accumulo di zuccheri minore dovuto anche al fatto che sono un po’ più tardivi, per contro tannini veramente ruvidi e aggressivi); siccome io delle tendenze me ne frego abbastanza, sono dell’idea che ci vuole sempre il giusto equilibrio in ogni cosa, cioè un mix perfetto di eleganza, struttura e acidità.
    Fosse facile……
    Comunque essendoci a disposizione tanti cloni di Sangiovese, io penso che la cosa si possa raggiungere con un buon lavoro; certo che se capita come al sottoscritto che un paio di vasche della vendemmia 2008 superavano i 17° alcolici…la cosa si fa un po’ dura……e fu raccolto l’11 Settembre (la data me la ricordo bene….).
    Ad esempio io non sono contento del VCR 23 che sia in romagna che in toscana è stato impiantato un po’ ovunque….da me viene fuori con delle speziature che non sono assolutamente tipiche del Sangiovese.

    Domanda: come si presentano i grappoli delle selezioni CC 2000? Vabbè che nell’alberese o nel galestro il Sangiovese si comporta in maniera assai diversa che non nell’argilla dove in certe annate i grappoli sono veramente compatti e se a Settembre piove spesso son dolori….

  12. Ciao Gabriele,ho piantato in terreno sabbio-limoso i primi 4 cloni delle selezioni 2000 su portainnesti vigorosi 1103P e 110R. E’ presto per dire ma per ora il migliore mi sembra il 2000/3, seguito dal 2000/1 per il corretto rapporto vigore/ produzione. Il 200/4 ha un vigore veramente eccessivo tanto che sono 2 anni che semino l’orzo a filari alterni, mentreil 2000/2 produce un po’ troppo. Ma ripeto è presto per trarre conclusioni.
    Ho anche l’ottimo R24 su SO4, F9 su 157/11-non male, il 12T su 110R: un po’ troppo produttivo.Comunque le selezioni Ch.Cl.2000 sono veramente un’altra cosa!! Saluti

  13. Ehilà Cristiano,
    ti ho mandato una mail…..
    Controllala ogni tanto….. 🙂

    A proposito delle selezioni CCl 2000, per "un’altra cosa" intendi che sono meno produttivi? Oppure che il vino stesso che ne deriva è proprio diverso?

  14. Pensavo di averti risposto, davvero ! (evidentemente no, a quanto pare) comunque se passi da queste parti, sei il benvenuto e sono disposto ad uno scambio di bottiglie, se ti va.
    Per le selezioni Ch.Cl. 2000 intendevo che i grappoli anche dei cloni che reputo meno soddisfacenti hanno grappoli spargoli, di dimensioni contenute…quasi, quasi, sembra un’altra varietà rispetto ai pur discreti F9 e 12T e R24. Davvero specialmente il 2000/3 ed il 2000/1 sono sorprendenti per le qualità enologiche: buccia, grappolo ecc… Dicono che anche i 2000/7 e successivi sono interessanti ma non ti saprei dire. Paolo?

  15. Io ho un’opinione tutta personale e meno tecnica, cercherò di spiegarmi con un po di… filosofia. Quando pianto una vigna uso diversi cloni (ultimamente solo Sangiovese del Chianti Classico 2000), cercando di usare portainnesti deboli in terreni umidi, e portainnesti di media vigoria in terreni aridi come galestro o alberese. Il mix dovrebbe portare ad una certa complessità, che è il segreto della vitalità e della buona salute in Natura.
    Un po come noi umani, ci sono condizioni climatiche e agronomiche che favoriscono ora uno ora l’altro, l’importante è tener presente l’andamento complessivo di un dato vigneto in un lungo arco di tempo, come in una società umana complessa. Le variabili per una buona qualità di un vino sono talmente tante, che non credo nelle semplificazioni e nelle certezze. Gli studi e le applicazioni scientifiche aiutano certamente, ma secondo me non sono decisive: in natura c’è "un qualcosa" che va al di là delle interpretazioni scientifiche. L’arte del vignaiolo è quello di usare le tante possibilità, come un pittore con la combinazione dei suoi colori, oppure un musicista con le note musicali.
    Il grande artista, in ogni arte, ha una sensibilità diversa, che lo differenzia appunto dal tecnicismo puro……………..

  16. Quello che dici è senz’altro condivisibile anche se ogni terreno (e microclima) necessità di un’interpretazione adeguata e personalizzata che va scoperta con la sperimentazione. Da me, per esempio i portainnesti deboli, ho scoperto purtroppo, non funzionano perchè a meno di non lavorare sempre il terreno rischiano di rimanere soffocati dal terreno ahimè piuttosto pesante. Molto meglio usare roba vigorosa che auspicabilmente con un buon scasso va subito in profondità per poi inerbire il tutto e controllare poi l’eccesso inevitabile di vigore.

  17. Ciao Cristiano, allora ti riscriverò per metterci d’accordo….anche perchè non saprei come raggiungerti. Magari vengo a trovarti più avanti per vedere come si comportano questi famosi cloni CCl 2000. Chi è che li riproduce? Voglio dire, se volessi impiantarli da me, a quale vivaista mi devo rivolgere? Attualmente ho un impianto in allevamento con il famoso biotipo 19T che non ho mai avuto il coraggio di piantare perchè, dicevano, fosse virosato. Dicono che sia il max dei massimi……vedrèm!
    Il portinnesto che uso di più è il 1103 P che però in annate piovose fa vegetare le viti come in una foresta….però nel 2003 e nel 2007 teneva duro come un soldato in trincea…..ha il difetto che pollona da matti. Ho qualcosa su 420A e su SO4 ma quest’ultimo in annate siccitose soffre un po’. Effettivamente si fa sovrastare dall’argilla, che ha il grandissimo difetto che "spacca" in estate (problema parzialmente risolto con l’inerbimento) e quindi porta maggior siccità negli strati più bassi.

  18. I cloni Ch.Cl.2000 li puoi reperire al CVT di Cenaia (Pi). Mi sa che i tuoi terreni non sono tanto diversi dai miei: pliocenici, limo e sabbia con un discreto contenuto in calcare, terreni rossi chiamati localmente "focaiolo" con affioramento talvolta di ciottoli… che dici ?

  19. che poesia Paolo ..sull’impianto…sembra lo stesso filone poetico che adottavano ”dopo aver fatto le fosse a mano nei magoli”..

  20. Cristiano,
    i miei terreni sono generalmente costituiti per oltre il 65% di argilla; c’è presenza di limo ma pochissima sabbia; questo nei primi strati. La terra, si presenta rossastra, ma ci sono delle intrusioni di terra gialla con la presenza di depositi calcarei che visivamente sono dei sassolini di piccole dimensioni, molto radi (da noi li chiamano "cervelli di gatto"). Queste ultime "macchie" di terreno, danno un vino molto potente con gradazioni alcoliche un po’ fuori misura; il tutto viene equilibrato dal resto del terreno che invece tende a dare vini meno alcolici, ma con tannini un più fini e acidità più alta. Pensa che devo raccogliere prima i pezzi d fila sul terreno giallo, poi a distanza di una settimana circa il resto.
    Il tutto però sul primo strato di terreno, quello lavorativo, cioè fino circa a 80/100 cm dal piano di campagna; perchè sotto c’è la "sabbiella" quella che i muratori usano per fare i piani quando si interrano i pozzetti per gli scarichi delle abitazioni o delle cantine…non so se mi hai capito….noi la chiamiamo "marzana" e quella è praticamente terra quasi sterile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *