La vera sfida del futuro delle guide

thumb_IMG_0838_1024

I litigi tra i curatori di alcune Guide Italiane del vino stanno dominando i social. Ognuno cerca di vendersi per quella fettina di mercato necessaria per sopravvivere, ostentando originalità e innovazione.

Tante davvero sono e saranno le parole spese per descrivere i vini. Ma son solo parole, argomenti parziali e provinciali di un mondo complesso.

E poi ci sono i numerosissimi concorsi di vino che forse servono agli addetti ai lavori ma servono poco ai più.

Il mondo cambia, ma la grande bellezza del vino artigianale complemento del cibo no, quello ancora a mio parere resiste in Italia per fortuna. Ma la comunicazione sul vino non sembra assecondare questa virtù: da Nord al Sud Italia ci sono infiniti gusti che si differenziano per tradizione e cultura e il vino rimane complemento importante di quelle culture: ogni luogo, ogni comunità ha le sue tradizioni di cibo e di vino, con oltre mille vitigni diversi e migliaia di ricette, ma poco sottolineato.

Le qualità dei vini osannate dai professionisti è troppo isolata dal contesto territoriale e dal cibo. Chi giudica il vino deve cominciare a guardare i contesti gastronomici: c’è un gran mondo e tanti spazi da scoprire con l’abbinamento vino-cibo- territori, ma pare che molta comunicazione si riduca a futili argomentazioni per sopravvivere, per spuntare social-audience, oppure protagonismi inutili.
Cultura e vocazione dei territori del vino con la gastronomia locale sarà l’argomento del futuro.

(Visited 78 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *